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Recentemente abbiamo, anzi, ho, ripreso e poi pubblicato sul nostro blog, una notizia che riguardava l'azienda Biondi Santi:
il titolo dell'articolo su LavBlog era "Biondi Santi in crisi..." e riprendeva una notizia apparsa sulla quotidiana
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del Club del Papillon del 20 Febbraio 2006, che parlava dalla dipartita da parte di Jacopo Biondi Santi e della possibile vendita
da parte del padre, Franco Biondi Santi, dall'azienda di famiglia.
Nel prosieguo della notizia si citava anche della vendita sottocosto di 100 mila bottiglie ad un colosso del mondo discount
tedesco (Aldi, ndr).
Sono passati alcuni giorni, ed oggi, 14 marzo 2006, è apparso sul sito Winenews, un importante articolo che chiarisce e smentisce
i due punti sopra citati e che vi invitiamo a leggere
qui: si sottolinea
come le dimissioni da parte di Jacopo Biondi Santi dalla carica di amministratore delegato della Biondi Santi Spa (il quale,
comunque, con la moglie Francesca Tagliabue, rimaneo nel capitale sociale della Biondi Santi Spa) non porteranno a nessun cambiamento
nella conduzione dell'azienda, che continuerà ad essere nelle salde mani di Franco Biondi Santi.
Inoltre, l'azienda Biondi Santi ha anche ufficialmente comunicato "di essere estranea a qualsiasi tipo di vendita sottocosto di
Brunello di Montalcino al gigante tedesco del discount Aldi", ribadendo che l'azienda: "ha assolutamente autonomia sia dal punto di
vista dell'organizzazione e della filosofia produttiva, sia dal punto di vista del numero di bottiglie e della scelta delle politiche
di prezzo, che la Tenuta il Greppo ha sempre oculatamente gestito e orientato in base alla qualità dell'annata ed al valore del marchio".
Importante questa precisazione, che prontamente riportiamo, in quanto il pezzo che avevamo pubblicato faceva un'erronea equazione
tra la notizia che Biondi Santi potesse passare la mano nella conduzione dell'azienda, alla voce che ci fosse stata una vendita di
100 mila bottiglie sottocosto al discount tedesco.
L'articolo di Winenews aggiunge, nella parte iniziale: "può accadere, come è successo di recente, che proprio un nome così importante,
di sicuro richiamo e visibilità, possa essere sfruttato maldestramente, in virtù proprio di questa notorietà, semplicemente perché
"fa notizia", e inserito in una campagna d'informazione molto poco ben informata.": riteniamo giusta questa considerazione, perché
la tentazione di molti di sfruttare un grande nome per attirare attenzione su di sé, capita ed è già capitata in passato e sicuramente
succederà anche in futuro.
Ci dispiace, anzi, mi dispiace, che il sottoscritto e LaVINIum possano essere caduti nell'errore di aver diffuso una notizia errata
ed abbiano maldestramente accostato una notizia comunque da chiarire (la dipartita di Jacopo Biondi Santi) ad una palesemente falsa
(la vendita di bottiglie sottocosto ad un discount tedesco) se riferita all'azienda in questione.
Non è nel mio stile, né tanto meno in quello di LaVINIum, cercare lo scoop rischiando di gettare discredito sul nome di una storica
azienda per attirare attenzione su di sé e cogliamo l'occasione, non solo per citare e ringraziare l'articolo chiarificatore di
Winenews, ma anche per segnalare la signorilità, che non ci sarebbe certo il bisogno di ricordare e sottolineare, di Franco Biondi
Santi nell'aver creduto alla nostra buona fede e nell'aver chiuso questo spiacevole incidente.
Faremo, anzi, farò, tesoro di quanto successo, sperando che l'ingenuità e la superficialità non facciano più capolino da queste
parti, le mie soprattutto.
Alessandro Franceschini
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