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Il
Grand Hotel Brun di Milano ha ospitato, il 10 novembre scorso, la prestigiosa degustazione del millesimo 2003, organizzata per
l'occasione dall'Union des Grands Crus de Bordeaux.
Creata nel 1973, l'Union è un organismo privato e totalmente indipendente dal punto di vista economico; conta oggi 132 crus classés
e non classés, localizzati nelle più nobili e vocate aree produttive della Gironda, del Médoc, di Graves e Pessac-Léognan, di Sauternes
e Barsac, di Saint-Emilion e Pomerol. Le proprietà associate all'Union coprono una superficie complessiva di circa 5.000 ettari (pari
soltanto a un 4% dell'intero vigneto bordolese). Ai 2.500 addetti regolarmente impiegati all'interno delle diverse realtà vinicole si
aggiungono circa 7.000 lavoratori stagionali. La produzione media annua è di circa 236.000 ettolitri di vino, per un volume d'affari
totale che supera i 300 milioni di euro.
La degustazione milanese si inserisce nel quadro dell'attività istituzionale dell'Union des Grands Crus de Bordeaux, che da 32 anni
promuove diverse iniziative a livello internazionale al fine di valorizzare la produzione delle aziende associate. Tale attività prevede
l'incontro a cadenze regolari degli operatori dei 9 mercati principali interessati ai Grands Crus (Germania, Belgio, Francia, Gran
Bretagna, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Singapore e Hong Kong), ai quali si è aggiunto negli ultimi anni anche il nostro Paese. Le
iniziative promozionali si traducono essenzialmente nello sviluppo di pubbliche relazioni mirate, volte a consolidare un positivo
rapporto con la stampa e la distribuzione locali. A questo riguardo una sorta di
"ordine di squadra" dell'Union richiede ai proprietari
o ai loro più stretti collaboratori di partecipare con assiduità alle degustazioni estere, quale che sia il mercato visitato: si
spiega così la nutritissima presenza di un'ottantina di aziende alla giornata meneghina del Grand Hotel Brun.
Venendo alla degustazione, il Presidente dell'Union Patrick Maroteaux ha sottolineato come il 2003 resterà nella memoria degli operatori
vitivinicoli come l'anno dell'estate arroventata, della canicola, così come il 1956 fu quello delle gelate invernali e il 1991 quello
delle gelate primaverili. Il 2003 sarà anche ricordato per la vendemmia forzatamente precoce e per i volumi di produzione modesti,
addirittura scarsi per talune proprietà. Per alcuni tecnici l'annata 2003 conserverà invece l'immagine di una vinificazione costellata
di difficoltà: scelta della data di raccolta, completamento della fermentazione alcolica di mosti ricchi di zucchero e correzione
dell'acidità e - per i vini rossi - andamento della macerazione, della fermentazione malolattica ecc.
Un itinerario vitivinicolo così laborioso sembra comunque non aver inciso negativamente sui prodotti in degustazione, che anzi hanno
riscosso l'interesse e l'apprezzamento generale da parte dei numerosi opinion leader e giornalisti italiani intervenuti alla degustazione.
Questi ultimi hanno così colto l'opportunità per degustare vini emblematici delle più celebri zone di produzione della regione bordolese,
e per incontrare di persona i rappresentanti delle diverse proprietà.
Piero Valdiserra
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