|
|
Esame visivo:
Limpido, rosso rubino con netta
tendenza al violaceo, unghia violacea e "corta", indice di
grande densità di estratto, lo si vede anche in controluce, è vino di
grande concentrazione. Gli archetti che si formano a bordo bicchiere sono
fitti come accade veramente poco sovente, e le lacrime, abbastanza larghe,
scendono molto lentamente. Esame
olfattivo: Immediatamente si coglie l'intensità di
questo vino. Da un fondo vegetale ma maturo di rabarbaro, peperone rosso e
mandorla (quella ancora sull'albero, non tostata), emergono frutti di
bosco scurissimi, ribes nero in primo piano ed anche nuances di mora. Si
colgono anche speziature di vaniglia e di liquirizia nera amara tipo
"Saila". Continua a preannunciarsi potente, pulito, di media
complessità per ora, ma con complessità in divenire. Appena preoccupanti
le note amarognole dell'olfatto.
Esame gustativo: Secco,
caldo, abbastanza morbido e di buona freschezza, decisamente tannico,
purtroppo il tannino si rivela astringente ed anche un po' amaro, esaltato
da media sapidità. Ha corpo da vendere, definibile come
"robusto", si sente tanta materia tra lingua e palato. Il finale
è di lunga durata ma un po' amaro di liquirizia amara e mandorla amara.
Sempre molto intenso, pulito, di buona complessità.
Stato evolutivo: Giovane.
Giudizio finale: Ancora
giovane, promettente, anche se il tannino dovrà polimerizzare un bel po'
prima di nobilitarsi. Gran corpo e struttura, pieno di estratto, grande
lavoro in vigna, forse nelle prossime annate bisognerà migliorare
qualcosa in cantina per quanto riguarda la vinificazione. Chi lo
possedesse o pensasse di acquistarne, aspetti alcuni anni prima di berlo
(anche 15 anni se la cantina è buona), la sua pazienza sarà premiata da
un vino sicuramente migliore di quanto non sia oggi, servito a 16÷18 gradi, in bicchieri
da Bordeaux.
Abbinamenti:
Quando sarà maturo, con selvaggina e carni cucinate e saporose.
|
|