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Esame visivo:
Limpido, rosso rubino profondo e concentrato ancora con
riflessi nero-violacei e di poca trasparenza, dopo averlo servito a
tutti i degustatori abbiamo notato del sedimento sul fondo della
bottiglia a testimonianza dell'alta quantità di estratto presente. Nel
bicchiere si mostra composto restando ben attaccato ai bordi e formando
archetti abbastanza fitti/fitti che scendono in lacrime abbastanza
larghe/larghe ed abbastanza lente/lente: consistenza quasi piena.
Esame
olfattivo: Impatto molto elegante che parte da un sottofondo paglia
e fieno dal quale emergono profumi di viole e ciclamini, seguiti da ottime
sensazioni fruttate di ribes rossi, lamponi, e ciliegia candita. Dopo
ossigenazione i frutti hanno tendenza a ricordare le rispettive gelatine,
ed anche a scurirsi (i ribes si fanno neri). Note speziate di pepe rosa ed
anche balsamiche di alloro e corteccia di china. Intenso, complesso e di
rara eleganza, tendente all'eccellenza.
Esame gustativo: Secco,
abbastanza caldo/caldo ed abbastanza morbido; nerbo acido deciso che
bilancia le sensazioni morbide anche aldilà del previsto conferendo al
vino vivacità ed eleganza rendendolo per niente pesante. Il tannino è in
giusta quantità e si rivela di ottima qualità, con margini per
migliorare ancora negli anni a venire, accompagnato da lieve sapidità. E'
vino di corpo e di buon spessore tra lingua e palato, che resta comunque
discreto ed elegante senza arrivare al senso di masticabilità che danno
alcuni vini più del tipo "frullato d'uva". Conferma le
sensazioni olfattive e le rinnova, riservando il meglio di sé al finale,
intenso e lungo di frutti rossi e viola tendenti alle loro gelatine, ed
una punta dulcamara di china. Qualità ancora vicina all'eccellenza.
Stato evolutivo: Pronto.
Giudizio finale: Giusta
intensità, giusto dosaggio del legno che quasi non si sente, di lunga
vita conservando dopo quattro anni dalla vendemmia vivacità i colore,
profumo e gusto. Mai stancante, pur appagante, come sono i vini di gran
classe. Ottimo rosso nel rispetto pieno della tradizione di Montecarlo,
che vede da più di un secolo ormai, accostare al vitigno toscano per
antonomasia, vitigni d'importazione, o meglio, che fan ritorno nella
penisola dopo alcuni secoli di assenza. Stappare la bottiglia un'ora o
più prima di servire in ampi calici per vini rossi
di grande struttura.
Abbinamenti: Tagliolini
o fettuccina con sughi saporosi, funghi e fegatini, spuntature di maiale o
perché no, alla fagianella cucinata in casseruola. Carni rosse di
volatile quale oca in bottaggio, carni rosse in genere, ma anche un buon
formaggio media stagionatura.
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