Verticale di Chardonnay

annate '94, '95, '96, '97, '98, '99, 2000


Roma, 26/11/2001- Hotel Cavalieri Hilton

Erano in molti ad aspettare questa occasione, unica e forse irripetibile, di poter degustare tutte le annate di Chardonnay prodotte dall'azienda siciliana Planeta. Presenti sul palco, Alessio, Francesca e Santi Planeta, in compagnia della Sommelier A.I.S. Daniela Scrobogna; irripetibile, dicevamo, perché alcune annate sono praticamente esaurite. La sala era gremita, si trattava di un momento di verifica, anche da parte degli stessi produttori, si sa, qualche bottiglia può avere subito mutazioni impreviste e rischiare di rovinare una fra le più importanti verticali degli ultimi anni. Ma tutto è andato bene, nessun problema per i vini che hanno fatto davvero una grande figura, dimostrando, chi più chi meno, di avere caratteristiche di grande struttura e longevità ed una personalità e costanza qualitativa che li pone ai vertici della categoria. Analizzando le varie annate, ci si è subito resi conto dello stampo internazionale che l'azienda voleva dare a questi vini, soprattutto fino al 1998. Gli ultimi due campioni rappresentano invece quasi un'inversione di stile: più "varietali", esplosivi nei profumi e soprattutto molto equilibrati e ben fusi con le note dolci e tostate della barrique. In particolare lo Chardonnay 2000 ci ha notevolmente impressionato per la grande finezza ed eleganza, quasi di impronta mediterranea, sicuramente lontana dal carattere più australiano di altre annate. Abbiamo preferito non darvi alcuna votazione, in questo caso sicuramente fuorviante e riduttiva. Sono vini in continua evoluzione, capaci di darci ancora maggiori sorprese, come è accaduto con l'annata più "vecchia", la '94, davvero sorprendente per la bellezza ed ampiezza dei profumi, per la grande armonia raggiunta e per il colore straordinariamente ancora giovane.

La degustazione

Si presenta molto vivace e brillante, di colore dorato chiaro, con leggerissime nuances verdoline; al naso è intenso e affascinante, con note che spaziano dal floreale all'agrumato, si susseguono profumi di buccia di limone verde, cedro e mandarino, appena avvolti da una piacevole nota tostata; ad una seconda olfazione emergono erbe aromatiche, fra cui spicca la menta fresca; in bocca è deciso, con corpo pieno e grasso, ricco di vena acida e sapida, già ora molto equilibrato. Stupisce per la grande armonia di tutte le componenti: freschezza, alcolicità e componenti terpeniche sono perfettamente amalgamate con le sensazioni dolci e tostate del legno. La persistenza è lunghissima e perfettamente fedele all'olfattiva. Ci sembra rappresenti una nuova filosofia, iniziata con l'annata precedente, nella quale la struttura possente e l'apporto del legno non devono sovrastare le qualità varietali, ma trovare la giusta armonia. E qui l'hanno trovata. 

2000

Questo vino, che avevamo degustato circa un anno fa e che non ci aveva convinto del tutto a causa di una presenza troppo marcata del legno, ci ha stupito per la facilità con cui ha recuperato l'equilibrio. Ora si esprime molto meglio già al naso, con note di albicocca matura e confettura di frutta esotica. In bocca è sapido e dolce allo stesso tempo, molto piacevole; le sensazioni burrose e tostate arrivano solo nel lungo finale, senza però coprire le altre componenti.

Il colore, caratteristica di quasi tutte le annate, è sempre vivido e dorato, con a volte venature verdoline; al naso sembra un po' scarno, sovrastato dalla nota tostata, i sentori tendono al surmaturo, c'è una chiara presenza minerale. L'impatto orale mostra una buona presenza di acidità, il corpo è robusto, un po' monolitico, nella lunga persistenza affiorano profumi di pane grillé e una buona corrispondenza con i profumi dell'olfattiva. Da verificarne la longevità.

1999 1998

Il colore è sempre sul dorato intenso e luminoso, con sfumature che ricordano il miele; al naso è ancora leggermente chiuso, ma se ne percepisce la grande struttura e grassezza; c'è l'albicocca, l'ananas, il bergamotto, la buccia di mandarino, note minerali; in bocca è intenso, ricco, ancora molto fresco  e dinamico, il finale è molto lungo e molto corrispondente all'olfattiva. Promette grandi cose per i prossimi anni.

Di incredibile colore oro-verde, si esprime con notevole ampiezza e intensità nei profumi, con note di frutta gialla dolce e secca, ma anche esotica, un bello speziato misto e, solo alla fine la classica nota di tostato, di cera d'api, burro di arachidi e miele. La bocca è sapida, il corpo pieno e rotondo, morbido ed equilibrato; nel finale intenso e persistente affiorano piacevoli note minerali.

1997 1996

Dorato carico, nonostante i sei anni sulle spalle, si mostra ancora sovrastato dal legno, i toni sono più di affumicato, di granturco, di burro fuso, c'è una componente speziata. In bocca non trova ancora il giusto equilibrio, è grasso, robusto, ma manca di quel guizzo di acidità che gli consentirebbe una maggior piacevolezza; il finale, sebbene lungo, riporta sensazioni retrolfattive burrose, tostate e fumé. Difficile prevedere se potrà esprimersi meglio nei prossimi anni.

Ancora un vino dal colore incredibilmente giovane, vivido, dorato appena un po' più chiaro e con nuances verdoline. Le note olfattive spaziano da sentori di humus e tartufo, ad alghe marine, albicocca essiccata, pesca sciroppata. Al gusto è equilibratissimo, avvolgente, ogni componente è ben fusa in perfetto equilibrio. Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Da sottolineare che quest'annata è stata prodotta con tecniche quasi artigianali.

1995 1994

Roberto Giuliani