Scritti sul vino
Checco er carettiere
Roma, 03/11/2002

E' la poesia composta da Checco er carettiere, al secolo Francesco Porcelli, dedicata a sé stesso, ultimo "carettiere" di Trastevere (carettiere: colui che preleva con il suo carretto di 10 barili il vino ai Castelli Romani e lo distribuisce in cittą). La poesia ci č stata tramandata dal suo amico e fornitore Cav. Antonio Cugini, da sempre esperto vignaiolo ed enologo, ora proprietario insieme al figlio Alessandro dell'azienda vinicola Strade Vigne del Sole da noi gią recensita. Pochi versi in rima attraverso i quali traspare tutta la gioia di vivere di Checco nonostante il lavoro estenuante, e quel savoir vivre tipico dei romani de 'na vorta... ed anche di oggi. Nel 1936 Checco apre il suo ristorante in Trastevere, frequentato da subito dal popolo romano e dall'elite culturale romana, primo tra tutti ricordiamo il poeta Trilussa. Il ristorante č ora condotto nel pieno rispetto della tradizione familiare dai suoi nipoti. Maggiori informazioni sul sito: www.checcoercarettiere.it 

Io so' Checco er carettiere
sto a abitą pe' la Lungara
da che faccio 'sto mestiere
nun me manca da magną.

Campo 'mmezzo a li barili
che me fanno da sedili
da portrone e da sofą.

Che bella vita
che ber giochetto
sopra 'r caretto
sempre a girą.


Checco er carettiere