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Colli Orientali del Friuli - Il Progetto Schioppettino

Riceviamo da parte del:
 Consorzio Colli Orientali del Friuli
 e volentieri pubblichiamo

CONSORZIO TUTELA DENOMINAZIONE ORIGINE VINI

"COLLI ORIENTALI DEL FRIULI"

33043 CIVIDALE DEL FRIULI (UDINE) - VIA G.B. CANDOTTI, 3 - TEL. 0432-730129 FAX 0432-702924

url: www.colliorientali.com e-mail: info@colliorientali.com

 

 



Nei Colli Orientali puntando alla valorizzazione dei vitigni autoctoni

PARTE CON LA VENDEMMIA

IL PROGETTO SCHIOPPETTINO

 

Il "caso" del Tocai Friulano, con tutto il clamore suscitato non solo in Italia dalla contesa tra Italia ed Ungheria (ma forse sarebbe più corretto dire tra Friuli Venezia Giulia e Comunità Europea) ha sortito almeno un risultato positivo: quello di far riflettere il mondo del vino sull’importanza dei vitigni autoctoni. Che sono numerosi nella nostra regione (limitandosi a quelli riconosciuti nei disciplinari delle varie DOC, oltre al Tocai vi sono la Ribolla Gialla, il Verduzzo Friulano, il Picolit, la Malvasia Istriana e, tra i rossi, il Refosco, Pignolo, Schioppettino, Tazzelenghe e Terrano del Carso) ma che per molto tempo sono stati considerati vini per pochi "amatori" nostrani, mentre la parte del leone nei vigneti e sul mercato veniva svolta dai vitigni di origine francese (la famiglia dei Pinot, i Cabernet, il Merlot).

Da qualche anno (anche grazie al caso Tocai) numerosi produttori hanno deciso di scommettere sugli autoctoni e nei Colli Orientali tre vitigni a bacca rossa – Refosco, Pignolo e Schioppettino – sono oggetto di particolari attenzioni.

E proprio sullo Schioppettino (il Refosco è stato protagonista di un intervento analogo nel passato triennio) è mirato un progetto di monitoraggio che il Consorzio Colli Orientali ha messo a punto e che verrà avviato in occasione della vendemmia, che per questo vitigno è abbastanza tardiva (generalmente l’uva viene lasciata sulle piante sino ad inizio ottobre). In una ventina di aziende – distribuite su tutto il comprensorio della D.O.C. – verranno prelevati campioni di uva, da sottoporre ad analisi di laboratorio. L’indagine riguarderà in particolare i polifenoli, ovvero quelle sostanze che sono in buona misura responsabili delle caratteristiche organolettiche dei vini rossi, ai quali conferiscono corpo, colore e tannicità.

I dati analitici raccolti in vendemmia – e quelli organolettici che verranno poi registrati a vino finito – saranno confrontati con quelli di altri vitigni, avendo come obiettivo l’individuazione di tecniche enologiche che mettano in risalto le caratteristiche peculiari dello Schioppettino. Proprio dall’indagine svolta gli anni precedenti, basata su protocolli di ricerca messi a punto dall’Università di Bordeaux, erano emersi interessanti dati relativi al Refosco dal peduncolo rosso: mentre Merlot e Cabernet, pure presi in esame da quel progetto, davano risultati in linea con le esperienze francesi, quelli del vitigno nostrano erano completamente diversi. Un’esperienza che ha fatto riflettere produttori e tecnici del Consorzio sulla necessità di approfondire le conoscenze sui vitigni autoctoni.