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L'art.
3 della Denominazione di Origine Controllata "Colli di Parma" è stato
interamente sostituito con il decreto 17/6/2004 pubblicato sulla G.U. n. 150 del
29/6/2004. L'articolo 3 stabilisce con estrema precisione i confini
dei territori che sono coinvolti in una specifica Doc. Al di fuori di essi,
fosse anche solo di un metro, qualsiasi produttore perde la possibilità di
utilizzare sull'etichetta dei propri vini il nome della denominazione,
"declassandoli" a Indicazione Geografica Tipica.
D'altronde non potrebbe essere altrimenti, i confini non possono essere
"elastici", altrimenti si allargherebbero sempre di più. Un po' come
accade con le linee telefoniche: da un certo chilometro in poi, magari solo da
un lato della strada "X", ci si trova con il prefisso extraurbano, con
tutti i problemi che ne conseguono. Ma queste sono le regole e vanno accettate.
In alcuni casi, però, può accadere che un certo territorio dimostri di
avere caratteristiche analoghe a quelli vicini, e che le modifiche
ampelografiche, il lavoro nei vigneti, possano contribuire a far sì che questo
possa meritare l'ingresso nella Doc limitrofa.
E' ciò che è avvenuto con il comune di Neviano degli Arduini e con parte dei
territori di Traversetolo e Lesignano de' Bagni, tutti in provincia di Parma. E'
la relazione di un'apposita commissione tecnica, costituita dalla Regione Emilia
Romagna e dal Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle
denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche, ad aver
evidenziato la
sussistenza dei requisiti necessari per includere queste località nella zona di produzione della
denominazione di origine controllata dei vini "Colli di Parma". Con il
nuovo disciplinare, quindi, a partire dalla vendemmia 2004, anche Neviano degli
Arduini potrà fregiarsi in etichetta della denominazione di origine, insieme
agli altri 14 comuni. Le tipologie prodotte rimangono invariate:
rosso (anche frizzante)
(Barbera 60-75%, Bonarda e/o Creatina 25-40%, possono concorrere altri vitigni a
bacca nera, non aromatici, racc. e/o aut. per la provincia di Parma max. 15%);
spumante: Pinot Nero e/o Chardonnay e/o Pinot Bianco;
monovarietali bianchi: Malvasia (anche frizzante e spumante,
da Malvasia di Candia aromatica per l'85-100%, sia nella tipologia secco che
amabile; possono concorrere uve provenienti dalla varietà Moscato bianco
presente nei vigneti in ambito aziendale max. 15%), Sauvignon, Chardonnay, Pinot
Bianco, Pinot Grigio (anche frizzanti e spumanti, min. 95%;
possono concorrere le uve delle varietà a bacca di colore analogo, non
aromatiche, racc. e/o aut. per la provincia di Parma max. 5%);
monovarietali rossi: Pinot Nero, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet
Sauvignon, Barbera, Bonarda (min. 85%, possono concorrere altre varietà a bacca
nera, non aromatiche, racc. e/o aut. per la provincia di Parma, ad esclusione
della varietà Lambrusco, max. 15%), Lambrusco Maestri (min. 85%, possono
concorrere altre varietà a bacca nera, non aromatiche, racc. e/o aut. per la
provincia di Parma max. 15%)
Roberto Giuliani |