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La Commonwealth Scientific & Industrial
Research Organisation (Csiro) è il più importante centro di ricerca
scientifica australiano, che ci coinvolge (e sconvolge) da anni con le sue
scoperte e rivelazioni in ogni campo, dall'astrofisica all'alimentazione, dallo
studio dei gas nell'atmosfera al naso elettronico, un recente strumento
ideato per analizzare e classificare con precisione assoluta i profumi del vino.
Gli ideatori, Stephen Trowell e il suo team, hanno utilizzato come
"collaboratore" il moscerino della frutta, insetto particolarmente
sensibile agli odori legati ai processi di fermentazione (non ditemi che non vi
è mai capitato di mangiare all'aperto, magari in un agriturismo e osservare
gironzolare intorno al vostro bicchiere, soprattutto in presenza di vino rosso,
questo simpatico e minuscolo esserino).
La Csiro, per chi non lo sapesse, è quella
che ha scoperto che il consumo di agrumi aiuta a ridurre il rischio di tumori
alla bocca, alla laringe e allo stomaco di oltre il 50%, grazie alle sue
proprietà anti-ossidanti (già, come per il vino, ma qui con una concentrazione
assai superiore...e senza la controindicazione dell'alcol), così come riduce il
rischio di infarto del 19%. Ovviamente quella biologica! Altrimenti ci pensano i
vari pesticidi a riequilibrare il tutto. Ma questo non l'hanno detto. La Csiro ha anche effettuato test
fondamentali sul famoso PVC, il materiale plastico con cui vengono
confezionati molti prodotti alimentari, primo fra tutti l'acqua. Le loro
ricerche hanno dimostrato che "è quello meno dannoso in assoluto",
rispetto a qualsiasi altro materiale adottato fino ad ora.
E per gli appassionati di astronomia,
un'equipe di ricercatori è riuscita a stabilire i confini della nostra
galassia, la Via lattea. Il confine gassoso, che si estende su una
superficie di 6.500 anni luce, dimostra che la Via Lattea ha una struttura
simile a quella di molte altre galassie, è dotata cioè di braccia a spirale
che si estendono oltre le concentrazioni di stelle centrali.
Se non vi siete ancora annoiati, tengo
molto a segnalarvi questa "chicca" sulle recenti ricerche
effettuate, sempre da scienziati della Csiro, al fine di modificare
geneticamente una varietà di carpa europea, che ha infestato la quasi
totalità dei fiumi australiani, provocando notevoli danni alla fauna autoctona.
L'intento è quello di costringere questi pesci all'autoeliminazione, attraverso
l'inserimento di un gene che inibisca una progenitura femminile con la
conseguente impossibilità di riproduzione.
Insomma,
ce n'è per tutti. Ora tocca ai sommelier! Perché non sostituirli con
qualcosa di più scientifico, una macchina capace di immagazzinare una miriade
di dati e informazioni sulle migliaia di combinazioni odorose che vengono a
crearsi in quello straordinario processo di trasformazione dall'acino al nettare
di bacco? A parte l'ironia, è evidente che lo strumento potrà essere molto
utile ai produttori che, con così precise informazioni, avranno la
possibilità di migliorare costantemente la qualità dei loro vini, speriamo
senza barbatrucchi. Certo, come per tutte le "macchine", al naso
elettronico manca la sensibilità dell'uomo, la capacità di discernere, il
gusto personale, l'emozione rispetto a questo o quel profumo, l'interpretazione
dello stile di questo o quel vino, la possibilità di scegliere o preferire, di
valutare cosa è buono e cosa non lo è. Speriamo che questi tutt'altro che
insignificanti parametri di valutazione rimangano patrimonio umano inimitabile e
insostituibile. Cari sommelier, state tranquilli, dovranno passare molte, molte
lune prima che una qualsiasi diavoleria scientifica possa realmente sostituirsi
alla vostra arte di poeti degustatori! Prosit!
Roberto Giuliani |