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"Les bordeaux se gardent longtemps",
"I bordeaux possono invecchiare a lungo", dicono i
francesi... sì, ma quali?
La situazione bordolese: 10.000 "chateaux" (non è necessario che ci sia veramente un castello nella proprietà,
basta una casa, una capanna o soltanto l'appezzamento di terreno), un
numero enorme, di cui 10 eccellenti, 90 buoni e 9.900 medio-mediocri.
I bordeaux che si conservano a lungo sono quelli appartenenti alle
prime due categorie, quindi uno chateau su cento, solo nelle ottime
annate, di media tre su dieci, ed anche tra questi bisogna
distinguere quelli delle denominazioni della riva sinistra della
Garonna, ottenuti in gran parte da Cabernet Sauvignon, che si
conservano veramente a lungo se buoni, da quelli della riva destra,
che avendo al loro interno percentuali variabili ma in genere
importanti di Cabernet Franc e Merlot, alla distanza tendono a
mostrare segni di stanchezza.
Il francese medio, che abita in regioni dove non
si produce vino rosso, ha in genere una propria cantinetta nella quale
i bordeaux, tra i vini rossi, la fanno da padrone (li considera, forse
a ragione, i migliori vini del mondo, in ogni caso non è disposto a
mettere in discussione questa sua convinzione). Possiamo trovare nella
sua cantina dei semplici A.O.C., dei Cru Bourgeois, e dei Grand Cru
(dicitura che appare troppo facilmente su vini che non la
meriterebbero).
Il rapporto di queste bottiglie con il nostro
francese medio si svolge, nell'arco del tempo, più o meno così:
- 1° assaggio (vino da poco acquistato, vendemmia
di due o tre anni prima, il vino non è granché): "Il est jeune, c'est un bordeaux, il sera bon dans vingt ans""E' giovane, è un bordeaux, sarà buono tra vent'anni".
- 2° assaggio (a cinque anni dalla vendemmia, il
vino non è granché): "Il n'est pas encore fait, c'est un
bordeaux, il sera bon dans dix ans"" Non è ancora
maturo, è un bordeaux, sarà buono tra dieci anni".
- 3° assaggio (a quindici anni dalla vendemmia,
poiché pare che i bordeaux, i buoni, dal 5° al 15° anno entrino in
una fase di "dormienza" nella quale non vanno bevuti perché
stanno lavorando per sviluppare nuovi profumi, ma stavolta il vino è
completamente "andato"), dicevamo, 3° assaggio: "Il
est passé, c'est la cave qui n'est pas bonne" "È
vecchio, è la cantina che non è buona".
In ogni caso, la bontà del vino in origine
acquistato, non è mai messa in dubbio.
Nelle prossime puntate vedremo perché gran
parte del bordolese, non è secondo noi zona così vocata alla viticoltura, e perché è
pertanto così rinomata.
Maurizio Taglioni |