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"Bacchus amat apertos colles" dicevano i romani, significando con ciò che per ottenere del buon
vino, la vite dovesse essere allevata in collina. Perché in collina?
- Drenaggio, meno umidità, minor stagnazione dell'acqua che in caso di
pioggia, scende a valle. Ciò a favore di un ambiente più salubre e meno soggetto al
formarsi di muffe, funghi, o alla proliferazione di virus, batteri,
insetti, da cui deriva un minor utilizzo da parte del viticoltore di
pesticidi, antiparassitari, antimicotici ed altre medicine.
- Ventilazione/Aerazione: il gradiente termico che si ha in altitudine
favorisce la circolazione dell'aria rispetto alla stagnazione, ciò
ancora a favore di un ambiente più salubre.
- Sbalzi termici giorno-notte, che sono fondamentali per la qualità
ed il corredo di profumi che le bacche possono acquisire nel periodo
di maturazione.
- Regime idrico più siccitoso durante la maturazione, che frena
l'attività vegetativa della vite (ramificazioni e fogliame) a favore
della maturazione delle bacche, fornendo loro corredo zuccherino,
aromatico, polifenolico.
Non so se siete mai stati a Bordeaux o se almeno avete mai visto
foto delle immense distese pianeggianti del bordolese coltivate
a vite... pianura... io sono romano e sono all'antica, e come gli
antichi romani penso anch'io che "Bacchus amat apertos colles", penso ancora che la vite e l'ulivo prediligano queste tipologie di
territorio,
penso ancora che un buon vino nasca da un terreno povero e da
un vignaiolo che non abbia bisogno di aumentare le rese per
tirar fuori qualche litro in più, e penso infine che i territori bassopianeggianti del bordolese non siano poi così vocati come si voglia far credere... non solo... la
vicinanza del
mare ed il Gulf stream che tira da quelle parti impediscono
più che altrove gli sbalzi termici, così preziosi alla qualità
delle uve durante la maturazione... non solo... se ci foste andati
qualche centinaio di anni orsono, avreste visto sulla riva destra della
Garonna e della Dordogna un terreno calcareo-argilloso con qualche collina intervallata da grandi
spianate, che è la stessa cosa che vedete oggi e diciamo può anche
andar bene; ma sulla riva sinistra della Garonna c'erano paludi... Il Medòc
non era stato ancora bonificato, gli insetti la
facevano da padrone. Tuttora per combattere gli insetti, da quelle
parti, si fa un pesante utilizzo di antiparassitari. Per carità, non
è impossibile produrre grandi
vini in certe zone, ma per via dei motivi sopraelencati non si tratta
delle più vocate. Siamo comunque disponibili a discuterne, e se
qualcuno riuscisse a convincerci del contrario, noi gente di Pomezia
ci impegnamo già da ora ad impiantare qualche vigna verso
Torvajanica ed a richiedere la "Pomezia D.O.C.", hai visto mai
che con un po' di Cabernet Sauvignon, che dà buoni frutti anche in
serre a coltura idroponica, non si riesca a fare anche noi un Grand Cru: "Chateau
LaTour...Vajanicà"?
Maurizio Taglioni |