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Les Bordeaux (parte seconda)

Roma, 03/12/2000

"Bacchus amat apertos colles" dicevano i romani, significando con ciò che per ottenere del buon vino, la vite dovesse essere allevata in collina. Perché in collina?
- Drenaggio, meno umidità, minor stagnazione dell'acqua che in caso di pioggia, scende a valle. Ciò a favore di un ambiente più salubre e meno soggetto al formarsi di muffe, funghi, o alla proliferazione di virus, batteri, insetti, da cui deriva un minor utilizzo da parte del viticoltore di pesticidi, antiparassitari, antimicotici ed altre medicine. 
- Ventilazione/Aerazione: il gradiente termico che si ha in altitudine favorisce la circolazione dell'aria rispetto alla stagnazione, ciò ancora a favore di un ambiente più salubre.
- Sbalzi termici giorno-notte, che sono fondamentali per la qualità ed il corredo di profumi che le bacche possono acquisire nel periodo di maturazione.
- Regime idrico più siccitoso durante la maturazione, che frena l'attività vegetativa della vite (ramificazioni e fogliame) a favore della maturazione delle bacche, fornendo loro corredo zuccherino, aromatico, polifenolico.

Non so se siete mai stati a Bordeaux o se almeno avete mai visto foto delle immense distese pianeggianti del bordolese coltivate a vite... pianura... io sono romano e sono all'antica, e come gli antichi romani penso anch'io che "Bacchus amat apertos colles", penso ancora che la vite e l'ulivo prediligano queste tipologie di territorio, penso ancora che un buon vino nasca da un terreno povero e da un vignaiolo che non abbia bisogno di aumentare le rese per tirar fuori qualche litro in più, e penso infine che i territori bassopianeggianti del bordolese non siano poi così vocati come si voglia far credere... non solo... la vicinanza del mare ed il Gulf stream che tira da quelle parti impediscono più che altrove gli sbalzi termici, così preziosi alla qualità delle uve durante la maturazione... non solo... se ci foste andati qualche centinaio di anni orsono, avreste visto sulla riva destra della Garonna e della Dordogna un terreno calcareo-argilloso con qualche collina intervallata da grandi spianate, che è la stessa cosa che vedete oggi e diciamo può anche andar bene; ma sulla riva sinistra della Garonna c'erano paludi... Il Medòc non era stato ancora bonificato, gli insetti la facevano da padrone. Tuttora per combattere gli insetti, da quelle parti, si fa un pesante utilizzo di antiparassitari. Per carità, non è impossibile produrre grandi vini in certe zone, ma per via dei motivi sopraelencati non si tratta  delle più vocate. Siamo comunque disponibili a discuterne, e se qualcuno riuscisse a convincerci del contrario, noi gente di Pomezia ci impegnamo già da ora ad impiantare qualche vigna verso Torvajanica ed a richiedere la "Pomezia D.O.C.", hai visto mai che con un po' di Cabernet Sauvignon, che dà buoni frutti anche in serre a coltura idroponica, non si riesca a fare anche noi un Grand Cru: "Chateau LaTour...Vajanicà"?

Maurizio Taglioni   
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