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Les Bordeaux (parte terza)

Roma, 16/12/2000

Tesi: Il motivo per il quale i Bordeaux sono i vini più celebri al mondo non è dovuto ad una eccezionale vocazione del "terroir", ma è puramente geografico... o meglio, logistico.
Nel relativamente recente passato, è stato il popolo inglese a condizionare, e non poco, il mercato mondiale del vino; positivamente intendo, soprattutto sotto il profilo qualitativo; esagerando potremmo anche dire che siano stati gli inglesi ad insegnare a bere il buon vino al mondo intero. Forse perché qualche secolo addietro, essi consideravano già il vino una bevanda da bersi per il piacere del palato, mentre da noi, era considerato un elemento fondamentale dell'alimentazione, a volte addirittura un sostituto dell'acqua, specie in quelle zone in cui non ci si fidava a berne per paura delle malattie, e si preferiva bere vino al suo posto... ed il vino andava giù come l'acqua, leggero di alcool e debole di corpo, e se non era leggero lo si  mescolava con un po' d'acqua per stordire i batteri in essa contenuti e stordirci un po' meno noialtri.
I mercanti inglesi intanto partivano con le loro navi, arrivavano nei luoghi dove veniva prodotto il prezioso nettare e ne imbarcavano. Chiaramente prediligevano i luoghi più vicini onde cadere meno facilmente vittime di pirati, e là dove si recavano, a parità di prezzo selezionavano il vino migliore, ed i produttori erano così spronati a produrre sempre meglio a vantaggio della qualità media del vino del luogo.

Dove si trovano i vini più celebri del mondo? In quelle zone logisticamente più vicine alle isole britanniche, dove la selezione inglese ha avuto luogo: Bordeaux ed Oporto.  Addirittura sulla Loira, vista la vicinanza alle Isole Britanniche, si produsse e si produce vino... malgrado a seguito di ripetute visite, dal clima sperimentato, dai territori visitati e soprattutto dal risultato di innumerevoli degustazioni, ho concluso che i vignaioli del luogo dovrebbero piuttosto produrre indivia belga e patate, o al massimo sidro, come fanno i loro cugini poco più a settentrione di Bretagna e Normandia.
Se gli inglesi avessero abitato la Libia, il Marsala sarebbe più celebre del Porto, il Primitivo di Manduria ed il Salice Salentino più del Bordeaux; i Brandy padani a base di Trebbiano sarebbero più celebri del Cognac e forse nel mondo si berrebbe più Grappa che Whisky (sulle rive della Loira si produrrebbe quanto sopra raccomandato).
Non è stata, come si scrive sui testi specializzati, Madre Natura a prediligere particolarmente i terreni d'oltralpe, vuoi perché lì prima c'era il mare, vuoi perché là ci sono i sassi, vuoi perché di là il sottosuolo è gessoso... questi terreni o tanti altri con particolari caratteristiche li si può trovare un po' dappertutto: a prediligere quei territori sono stati, per motivi logistici ed economici, i mercanti, la borghesia e la nobiltà inglesi.
I vignaioli italiani hanno ormai preso coscienza del fatto che che i nostri territori non sono meno "eletti" degli altri, ed hanno imboccato la via dell'enoqualità. Tanti preconcetti del passato che ci vedevano svantaggiati cadono, e dall'altra parte, tanti miti del mondo enogastronomico, innalzati agli allori dalle allora grandi potenze economiche, vengono retrocessi a semplici luoghi comuni. Per dirla in gergo calcistico: Fiorentina Bordeaux 1-1.

Maurizio Taglioni   
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