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La Granaccia di Quiliano

Roma, 02/02/2001

Alicante Non conosco la Granaccia di Quiliano... forse non la conoscerò mai.
Eppure Luigi Veronelli ci ha provato volte millanta  a far sì che una Denominazione fosse riconosciuta a cotanto vino di cotanto vitigno. Poco amico dei personaggi giusti all'interno del Ministero dell'Agricoltura o Risorse Agricole come si chiami - anzi, si è beccato diverse querele ed anche una condanna - non c'è riuscito che io sappia. Nemmeno l'esistenza di un Presidente della Repubblica di carattere verace e savonese è bastata a far riconoscere de jure la bontà de facto  del vino.
Guida dei vini 1999, (quella di Veronelli), trovo una Granaccia di Quiliano (forse Cru "Trasporti" ma non appare) di Rita Scarrone, probabilmente figlia di Natale, vignaiuolo eccellente: vino da tavola.
Guida dei vini 2000, un amarcord  di una degustazione di Luigi... largo bouquet in cui si assommavano millanta sentori: erba serpentaria, mentuccia, geranio, linfa, ribes, lampone, ardesia calda, prugna secca, pepe bianco, altro ancora... e mi appassiono ancora di più. 
Guida dei vini 2001, leggo che nel 1978 la granaccia (i nomi dei vitigni, scrive Luigi, si scrivono minuscolo, chiedo venia e continuo in maiuscolo se no si deve riscrivere l'intero sito), la Granaccia dicevo, non fu neanche compresa tra i vitigni "autorizzati" alla vitivinicoltura di Liguria (i vitigni possono essere, secondo il Ministero o "raccomandati" o "autorizzati"). Risultato? La Granaccia di Quiliano finì nel calderone dei vini da tavola, il calderone dei vini destinati in parte alla distillazione perché "di troppo".  Corro a leggere i testi di enografia in mio possesso e non trovo alcuna traccia della Granaccia tra i vitigni autorizzati o raccomandati in Liguria; trovo, tra gli autorizzati in provincia di Savona, un Alicante: che si tratti dello stesso vitigno? - rimugino - che sia un altro tra i tanti nomi utilizzati per lo stesso vitigno e sue variazioni clonali e/o incroci quali: Alicante, Alicante Bouschet, Cannonau, Garnacha, Grenache, Uva Spagna, Tinto di Spagna? Che sia finito da quelle parti portato dagli spagnoli così come accadde nello Stato dei Presìdi? Che sia la stessa uva di cui sia prevista la presenza nel Morellino di Scansano, che a Poggio Argentiera il bravo Gianpaolo Paglia utilizza nel suo stratosferico "Capatosta"?   Se così fosse - rimugino - la Granaccia trova posto in qualche D.O.C. della zona; allora corro a vedere tutte le D.O.C. della Liguria e trovo che questo Alicante può entrare nella D.O.C. Riviera Ligure di Ponente, solo a Savona e non ad Imperia, per una quota massima del 5%... un rompicapo, meglio di niente.
Di vini ottenuti, forse, da questo vitigno ne trovo altri due: Un "Solitario" della Cascina delle Terre Rosse di Finale Ligure (SV), vino da tavola, ed una "Granaccia dei Cappuccini" ("Cappuccini" è un altro tra i quattro Cru di Quiliano: il sopramenzionato "Trasporti", l'appena menzionato "Cappuccini", "Rive" e "Vianzo") di Innocenzo Turco di Quiliano (SV), osannato da Luigi ma non meglio qualificato fiscalmente, forse anch'esso vino da tavola.
Non conosco la Granaccia di Quiliano, natus sum post Veronelli, direbbe Franco Ziliani... forse non la conoscerò mai.

Maurizio Taglioni   
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