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Non conosco la Granaccia
di Quiliano... forse non la conoscerò mai.
Eppure Luigi Veronelli ci ha provato volte millanta a far sì
che una Denominazione fosse riconosciuta a cotanto vino di cotanto
vitigno. Poco amico dei personaggi giusti all'interno del Ministero
dell'Agricoltura o Risorse Agricole come si chiami - anzi, si è
beccato diverse querele ed anche una condanna - non c'è riuscito che
io sappia. Nemmeno l'esistenza di un Presidente della Repubblica di
carattere verace e savonese è bastata a far riconoscere de jure
la bontà de facto del vino.
Guida dei vini 1999, (quella di Veronelli), trovo una Granaccia
di Quiliano (forse Cru "Trasporti" ma non appare) di Rita
Scarrone, probabilmente figlia di Natale, vignaiuolo eccellente:
vino da tavola.
Guida dei vini 2000, un amarcord di una degustazione di
Luigi... largo bouquet in cui si assommavano millanta sentori: erba
serpentaria, mentuccia, geranio, linfa, ribes, lampone, ardesia calda,
prugna secca, pepe bianco, altro ancora... e mi appassiono ancora
di più.
Guida dei vini 2001, leggo che nel 1978 la granaccia (i nomi
dei vitigni, scrive Luigi, si scrivono minuscolo, chiedo
venia e continuo in maiuscolo se no si deve riscrivere l'intero
sito), la Granaccia dicevo, non fu neanche compresa tra i vitigni "autorizzati"
alla vitivinicoltura di Liguria (i vitigni possono essere, secondo il
Ministero o "raccomandati" o "autorizzati").
Risultato? La Granaccia di Quiliano finì nel calderone dei vini da
tavola, il calderone dei vini destinati in parte alla distillazione
perché "di troppo". Corro a leggere i testi di
enografia in mio possesso e non trovo alcuna traccia della Granaccia
tra i vitigni autorizzati o raccomandati in Liguria; trovo, tra gli
autorizzati in provincia di Savona, un Alicante: che si tratti dello
stesso vitigno? - rimugino - che sia un altro tra i tanti nomi
utilizzati per lo stesso vitigno e sue variazioni clonali e/o incroci
quali: Alicante, Alicante Bouschet, Cannonau,
Garnacha, Grenache, Uva Spagna, Tinto di Spagna? Che sia finito
da quelle parti portato dagli spagnoli così come accadde nello Stato
dei Presìdi? Che sia la stessa uva di cui sia prevista la presenza
nel Morellino di Scansano, che a Poggio
Argentiera il bravo Gianpaolo Paglia utilizza nel suo
stratosferico "Capatosta"?
Se così fosse - rimugino - la Granaccia trova posto in qualche D.O.C.
della zona; allora corro a vedere tutte le D.O.C.
della Liguria e trovo che questo Alicante può entrare nella
D.O.C. Riviera Ligure di Ponente, solo a Savona e non ad Imperia, per
una quota massima del 5%... un rompicapo, meglio di
niente.
Di vini ottenuti, forse, da questo vitigno ne trovo altri due: Un
"Solitario" della Cascina delle Terre Rosse di Finale Ligure
(SV), vino da tavola, ed una "Granaccia dei Cappuccini"
("Cappuccini" è un altro tra i quattro Cru di Quiliano: il
sopramenzionato "Trasporti", l'appena menzionato
"Cappuccini", "Rive" e "Vianzo") di
Innocenzo Turco di Quiliano (SV), osannato da Luigi ma non meglio
qualificato fiscalmente, forse anch'esso vino da tavola.
Non conosco la Granaccia di Quiliano, natus
sum post Veronelli, direbbe Franco Ziliani... forse non la
conoscerò mai.
Maurizio Taglioni |