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lavinium editoriali


Io sto con gli ippopotami

Roma, 08/05/2001

Il Foro E' il titolo di un vecchio e spassoso film di Bud Spencer e Terence Hill, mi pare con le musiche di Guido e Maurizio De angelis, alias Oliver Onions. I nostri due eroi cercavano di difendere le grosse bestie da cacciatori con pochi scrupoli. 
Si, siamo più preparati sui film di Mastrocinque, Steno e Vanzina (che poi è il figlio), che su quelli di Godard, Bergman o Fellini... a proposito di chi si fa pochi scrupoli e soprattutto al mondo del vino, ultimamente ci è capitato di leggere di un vignaiolo che la pensa come noi in fatto di barrique, in particolare a proposito dell'uso della stessa per la fermentazione e maturazione dei vini bianchi, secchi, nei quali amiamo trovare profumi delicati, anche intensi ma eleganti, non sovrastati dal burro di arachidi, dalla nocciola tostata o dalla vaniglia che, possono sembrare piacevoli ad un primo impatto, per poi, alla distanza, rivelarsi stucchevoli. Diciamolo pure... vini da inesperti che si avvicinano per la prima volta al mondo del vino, che vanno al supermercato, comprano uno chardonnay californiano dei fratelli Gallo, e ne cantano le bontà agli amici; gli stessi "inesperti" che siedono sulle poltrone del gotha della critica enologica nazionale ed internazionale, e che in occasione delle più importanti fiere del vino, assegnano allo stesso vino i premi più prestigiosi...Vinitaly insegna.

Nella tabella seguente vengono riproposti brani "pescati" in alcune recenti pubblicazioni che abbiamo suddiviso in due parti... a voi scegliere da che parte stare.


Viticoltura tradizionale
di Angelo Carrillo

Peter Pliger, proprietario dell'azienda Kuenhof, poco sotto Bressanone, rifiuta la moda delle barrique. Pliger ha difatti abbandonato da tempo gli esperimenti con la piccola botte di rovere francese, che secondo lui, mal si addice ai vini che nascono nelle condizioni estreme del più nordico dei territori viticoli d'Italia preferendole le grandi botti di legno di acacia dalla lunga durata, la resa costante e l'interazione morbida con il proprio sensibile e suscettibile ospite. Non solo le barrique, anche le grandi botti di rovere secondo Pliger tendono, nei primi due anni, a trasmettere troppe delle loro essenze al vino che ospitano, falsandone così le caratteristiche e la personalità. Nelle due cantine ricavate nello storico maso dell'XI secolo abitato da circa 200 anni dalla sua famiglia nascono circa 25 mila bottiglie l'anno suddivise tra quattro varietà di vitigni nordici. Dai vigneti, distribuiti sui ripidi pendii, si ottengono vini essenziali, puliti, limpidi che rispecchiano perfettamente il carattere dei luoghi da cui provengono e forse anche quello delle persone che li fanno e che negli ultimi dieci anni hanno dato una smossa alle acque un po' stagnanti della Val D'Isarco, proponendo una strada alternativa alla viticoltura tradizionale. Usando poco la chimica in vigneto, riducendo al minimo le tecnologie di cantina, i bei risultati sembrerebbero soprattutto il frutto di un tenace lavoro in vigna. Questo gli ha consentito di superare sostanzialmente indenne annate difficili come il 2000, con pioggia e grandine e di poter ottenere quelli che già appaiono dalle prime prove di botte risultati eccellenti da annate medie come il 2001. Bellissimi i vigneti, ripidi, panoramici ma anche difficili. Una viticoltura che viene definita eroica sebbene i prezzi dei vini siano sproporzionati in basso rispetto allo sforzo. Un problema, questo che investe anche la cantina sociale di Val D'Isarco e quei pochi produttori che si sono resi indipendenti. Forse la grande sfida di Pliger è quella di riuscire a ricavare da condizioni impegnative dei vini originali.


Aprile 2001 - Vinitaly
International Wine and Spirits Competition
Verona, Italy

Competizione internazionale che ha visto 2.503 vini provenienti da decine di stati diversi. La E. & J. Gallo Winery vince il più grande numero di medaglie rispetto a tutti gli altri competitori, e conquista il più importante premio della competizione: il
"Premio Gran Vinitaly".
La Gallo Winery ha vinto questo premio due volte dal 1998, ed è stata la sola casa produttrice statunitense a vincere tale premio.


...estratto dalla Guida Oro ai
Vini di Veronelli 2002...

...ho visto, visitando uno dei più importanti stabilimenti enologici di California, enormi vasche o piscine di un liquido giallastro come l'acqua del Tevere quando è in piena. Mi si spiegò che da quel liquido, secondo il bisogno annuale del mercato, si ricavano, mediante coloranti, additivi e complicate manipolazioni, le quantità volute di Cabernet, Chablis, Beaujolais, Gamay e via dicendo: ciascun vino col suo colore perfettamente imitato, col suo profumo, col suo gusto, e con l'optimum della sua gradazione...

Da che parte stare quando si sceglie un vino... Io sto con gli ippopotami.

Maurizio Taglioni   
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