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Abbazia
Sant'Anastasia
- Situata a Castelbuono (PA), a pochi chilometri da Cefalù; il
"guru" dell'enologia Giacomo Tachis ha dato un'incredibile
impronta ai vini di questa azienda, e il non meno bravo
Riccardo Cotarella gli è attualmente succeduto, in qualità fra
l'altro di direttore di produzione. E'
assolutamente da provare il Litra,
rosso da uve Cabernet Sauvignon (circa il 90%) e Nero d'Avola (per il
restante), che affina 18 mesi in barriques nuove di Allier e 6 mesi in
bottiglia; se ancora riuscite a trovarla, provate l'annata '96, è una
vera bomba, ma anche la '97 è notevole. Altro vino che merita
attenzione è il Baccante, uno
Chardonnay in purezza, 6 mesi in bariques di Allier e almeno 5 mesi a
maturare in bottiglia; la sua caratteristica peculiare è quella di
offrire profumi fruttati maturi, arricchiti da piacevoli note
vanigliate e boisé in una opulenza tutta siciliana. Ultimo nato, ma
non ultimo qualitativamente, il Montenero,
da Nero d'Avola, Merlot e Syrah, 12 mesi in barriques nuove di Allier
e almeno 6 mesi in bottiglia. Sempre validi gli altri prodotti. -
Tenuta di Donnafugata
- Questa famosa
cantina, con sede legale a Trapani, ha i suoi vigneti ubicati nella
zona di Contessa Entellina e a Pantelleria. Si tratta di un'azienda in
continua crescita, tutta la gamma dei vini è degna di interesse.
Segnaliamo quelli che per noi sono da non perdere: Mille
e una Notte, primo ingresso sul mercato con l'annata '95,
è già vino di altissimo pregio, pluripremiato. Ottenuto da Nero
d'Avola in prevalenza, affina 24 mesi in barriques francesi e 12 mesi
in bottiglia. Ha grande struttura, eleganza, ricchezza fruttata, da
provare assolutamente; Passito di Pantelleria
Ben Ryè, ricco di note dolci di uva passita e frutta
candita, il tutto avvolto da un piacevole profumo di rosa appassita; Contessa
Entellina Lighea, da
uve Inzolia e altri vitigni aromatici, offre piacevoli sentori di
frutta selvatica; Contessa Entellina Tancredi,
altro grande rosso che trascorre un anno in barrique e 6 mesi in
bottiglia; Contessa Entellina Chiarandà del
Merlo, da uve Inzolia e Chardonnay, vino che migliora
di anno in anno, subisce la fermentazione in barrique che gli dona
piacevoli sensazioni vanigliate. -
Palari -
Il proprietario di questa azienda, Salvatore Geraci, con la consulenza
dell'enologo piemontese Donato Lanati, produce uno dei più grandi
rossi di Sicilia e d'Italia, il Faro Palari,
la cui caratteristica è quella di non subire alcuna filtrazione, con
conseguente rischio di una non perfetta limpidezza, che all'occhio
dell'inesperto potrebbe sembrare indice di difetti. Ma questo vino è
davvero stupefacente, pur essendo ottenuto da una miscela di nerelli
(Mascalese, Cappuccio e Nocera), ha delle straordinarie affinità con
i Pinot Nero di Borgogna. Meno magico, ma sempre meritevole di
interesse è il secondo vino aziendale, il Rosso
del Soprano, ottenuto da un uvaggio simile. -
Salvatore Murana - Per chi ama i
vini passiti, non può non conoscere questo grande piccolo produttore
di Pantelleria che da anni sforna alcuni tra i migliori passiti al
mondo, dall'uva più importante e caratteristica di quest'isola, lo
Zibibbo o Moscato Bianco, che viene allevata ad alberello, di piccole
dimensioni, in buche profonde 20 cm. per proteggere la pianta dai
forti venti. Murana produce due Moscato
Passito di Pantelleria, il Martingana,
decisamente più opulento e di carattere, e il Khamma,
più tenue ed elegante. -
D'Ancona - Altra piccola realtà
dell'isola di Pantelleria, gestita dalla giovane coppia Giacomo e
Solidea. Da non mancare il Passito di
Pantelleria Solidea, già dal colore ambrato entusiasmante,
dai profumi incantevoli ed avvolgenti caratteristici dello Zibibbo
isolano. - Hauner
- Questa cantina, fondata da Carlo nel 1963, purtroppo scomparso, è
portata avanti con energia dai suoi figli, supportati dall'enologo
Cesare Ferrari. E' situata a Lingua, sull'isola Salina, e produce due
ottime Malvasie delle Lipari, una naturale
e una passita. -
Planeta - Di questa azienda di
Sambuca di Sicilia (AG) è difficile non aver sentito parlare. E' una
delle realtà più giovani di quest'isola, i suoi vini hanno subito
destato interesse, anche grazie al Gambero Rosso che, oltre a
premiarne alcuni, l'ha proclamata "cantina dell'anno 1999",
contribuendo ad allargarne la notorietà oltre i confini nazionali. I
tre giovani fratelli Francesca, Alessio e Santi, supportati
dall'enologo Carlo Corino, producono una serie di vini di qualità
assoluta fra cui un eccellente Chardonnay,
concentrato, morbido e alcolico, dai profumi davvero intensi; il Santa
Cecilia (80% Nero d'Avola, 20% Syrah), ultimo nato, già
premiato con l'annata '97. Seguono, tutti degni di interesse, il Cabernet
Sauvignon, il Merlot, La
Segreta Rosso e Bianco
e, non ultimo l'Alastro (Grecanico
e Chardonnay). - Benanti
- Una delle migliori nel comprensorio dell'Etna. L'azienda si trova a
Viagrande (CT) e produce da tempo vini di qualità, fra cui spicca il Lamorèmio
(Cabernet Sauvignon, Nero d'Avola, Nerello Mascalese); oltre
all'interessante Etna Rosso Rovittello,
la Benanti ha proposto ultimamente alcuni vini da monovitigno, fra cui
ricordiamo il Nerello Mascalese e
il Nerello Cappuccio. -
Barone Scammacca del Murgo -
Questa azienda a conduzione familiare è situata sulle pendici
orientali dell'Etna, nel comune di Santa Venerina (CT); le vigne si
trovano ad un'altitudine di 500 m. Di recente è stata ultimata la
nuova cantina, un modernissimo edificio, con attrezzature
d'avanguardia, dove fra l'altro viene prodotto un ottimo spumante, il Murgo
Brut, ottenuto da uve Nerello
Mascalese vinificate in bianco. Ma la punta di diamante è
senz'altro il Tenuta S.Michele,
vino di grande personalità ottenuto da Cabernet Sauvignon selezionato
dai migliori vigneti della tenuta e affinato per circa 6 mesi in
barrique. - Spadafora
- Dai circa 100 ettari di vigne situate tra Alcamo e Camporeale (PA),
Francesco, figlio del principe Don Pietro Spadafora, produce ottimi
vini tra cui emergono: Vigna Virzì (Nero
d'Avola e Syrah, 4 mesi in vasca d'acciaio e almeno 2 mesi in
bottiglia), Schietto (Cabernet
Sauvignon, 1 anno in barrique e 6 mesi in bottiglia), Don
Pietro (Nero d'Avola, Cabernet Sauvignon e Merlot, 4 mesi
in vasca d'acciaio, una parte in barrique e almeno 6 mesi in
bottiglia). - Cantine
Settesoli - Azienda di grandi proporzioni situata a Menfi
(AG), con oltre 2.300 soci, che negli ultimi anni ha notevolmente
migliorato la qualità dei suoi numerosi vini. Va sottolineato che la
gamma dei vini è davvero estesa e si ripartisce su tre diverse linee:
Mandrarossa, Inycon (il nome che anticamente davano i Greci alla
città di Menfi) e Settesoli. Per necessità di sintesi abbiamo
scelto della linea Settesoli il Bonera,
prodotto con il 50% di Cabernet Sauvignon, il 25% di Nero d'Avola e il
25% di Sangiovese. Il Cabernet trascorre oltre 3 anni in barriques
francesi; un vino intenso, già dal colore, in grado di evolvere per
molti anni. - Firriato
- Situata nei pressi di Paceco (TP), in una delle zone dove si produce
più vino in assoluto (oltre 4 milioni di hl), spesso di qualità
mediocre, questa azienda ha invece dato dignità al vino trapanese e
siciliano, con il supporto di uno staff enologico internazionale di
prim'ordine capeggiato dall'australiano Kim Nilne, ma affiancato da un
ottimo enologo marsalese, Giuseppe Pellegrino. La gamma dei vini è
notevole e tutta di ottima qualità. Suggeriamo fra i tanti di provare
il Santagostino Rosso, da Nero
d'Avola e Syrah, un'accoppiata che sta dando grandi risultati in molte
parti della Sicilia. Non da meno è il Santagostino
Bianco (Catarratto e Chardonnay), dalle piacevoli note
floreali di acacia e ginestra, supportate da sentori di frutta dolce e
agrumata. Altrettanto interessanti sono l'Altavilla
della Corte Rosso (Nero d'Avola e Cabernet Sauvignon), che
affina per alcuni mesi in barrique e l'Altavilla
della Corte Bianco (Grillo e Chardonnay), delicato e
gradevolmente profumato. Avrete
certamente notato come la quasi totalità delle aziende abbia adottato
il sistema di unire vitigni isolani con quelli internazionali
nell'uvaggio di molti dei propri vini. Per quanto la scelta possa
essere discutibile, problema che ci si pone non tanto per ostinato
tradizionalismo quanto perché riteniamo sia importante valorizzare le
risorse che si hanno a disposizione sul territorio proprio perché
espressione unica e inimitabile, non si può non riconoscere che molti
di questi vini hanno una qualità intrinseca indiscutibile. Del resto,
proprio perché la Sicilia si trova in notevole ritardo (basti pensare
che la stessa crisi il Piemonte l'ha avuta più di 30 anni fa, con
conseguente tempo sufficiente per dare un volto nuovo a vitigni come
Nebbiolo, Dolcetto o Barbera), non si può permettere il lusso di
perdere il treno ostinandosi in sperimentazioni che richiederebbero
tempi estremamente lunghi. Inoltre, per quanto dia fastidio, il
mercato detta le regole del gusto e la Sicilia non può esonerarsi da
queste regole. L'importante è che si continui sulla strada della
qualità, comprendendo nelle proprie vigne anche le uve locali,
perché è un potenziale che in futuro potrebbe fare la differenza.
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