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Verdicchio al banco di assaggio



Roma, 08/08/2003

VerdicchioBanco di assaggio dei Verdicchio del 28 e 29 luglio 2003: assaggi, impressioni, segnalazioni, ricordi, ragguagli, insomma i vini di mio gradimento (pulizia al naso e in bocca, grassezza ed equilibrio, tipicità):
- Il Gaiospino 2001 di Lucio Canestrari (Fattoria Coroncino), grandissimo ritorno il suo che sembra aver eliminato quasi del tutto dal suo top wine la barrique anzi, i tonneaux; il legno c'è ma è talmente ben fuso con il vino che quasi non ci si fa caso. Da provare assolutamente.
- Due vini di altre Doc da segnalare:
- l'Esino Bianco Tabano 2002 dell'Agrivinicola Montecappone (verdicchio 80% + aromatici): tanto frutto che emerge da una base d'erbe aromatiche; pulizia, freschezza ma anche grassezza, ergo: equilibrio.
- il Verdicchio di Matelica Riserva Mirum 2001de La Monacesca: pulito ed intenso al naso rivela in bocca grande e gradevole estratto secco con sentori di frutta esotica. Molto lunga la persistenza gusto-olfattiva.
- Molto ben fatto anche il Verde di Ca' Ruptae 2002 della più grande cantina cooperativa marchigiana, Terre Cortesi Moncaro che è ottimo ma un pelo più esile nella polpa, forse anche un po' meno tipico.
- Segue quindi il Montesecco della Montecappone per via dei suoi profumi nitidi freschezza in bocca e struttura (23 gr/lt. di estratto secco dedotto dagli zuccheri).
- Il Casal di Serra di Umani Ronchi mi ha fatto riflettere con il bicchiere in mano per qualche minuto: ma cosa c'é dentro l'ambrosia? Comunque un vino da almeno 81, 82 centesimi, peccato per la tipicità un poco perduta!
- Il Tralivio 2002 di Sartarelli stupisce sempre per struttura ed equilibrio in bocca (forse un poco più vivo non spiacerebbe), qualche perplessità sulla pulizia olfattiva.
- Gradito ritorno di un vino come Le Moie 2002 di Fazi Battaglia, vino che permetterebbe a tutti i produttori della zona maggiore visibilità in giro per il mondo... se fosse quello il verdicchio in giro per il mondo. Comunque buono anche per via della sua tipicità.
- Altro gradito ritorno sono i Verdicchio di una piccola, ma in un tempo non lontano blasonata cantina di Staffolo: Zaccagnini che con i suoi vini Classico Superiore 2002 e Salmagina 2002 dimostra a tutti quelli che davano per spacciato questo produttore la sua bravura (almeno 78 e 80 centesimi rispettivamente). 
- Allo stesso punteggio ho assaggiato un Verdicchio 2002 di un piccolo produttore, Ceci Enrico con il Santa Maria d'Arco 2002.
- Ancora a pari merito un altro Verdicchio sviluppato in acciaio (avrai capito che sono quelli che prediligo ma per fortuna è anche opinione della stragrande maggioranza dei produttori), il Pallio di San Floriano 2002 della Monte Schiavo Vini.
- Sempre alla pari il Cantori' 2002 di Angelo Accadia, altro piccolo produttore di Serra San Quirico che lavora con impeccabile pulizia e quindi da lodare.
- Ancora in tema di piccoli produttori la carica la suona Mario Lucchetti con il suo Verdicchio Classico 2002, impeccabile ma ahimè poco tipico ancora una volta.
- La Selezione 2001 Stefano Antonucci, mi pare, meriti assolutamente la citazione.
- Il Verdicchio della Fattoria Laila è corretto ed ha un buon rapporto qualità/prezzo.
- Un pelo sottotono un grande del passato, il San Michele di Bonci (ha un gran territorio, potrebbe fare moltissimo, e a volte lo ha fatto).
- Altro grande del passato il Podium di Garofoli, un po' in affanno e poco tipico.
- Tra le riserve sono da segnalare Le Giuncare 2000 di Monte Schiavo, San Sisto 99 di Fazi Battaglia e non male sia il Vigna delle Oche di Fattoria San Lorenzo che il Barrè 99 di Bonci.

P.S. Attenzione, a parte i due vini "fuori zona" segnalati, in queste mie impressioni non ho fatto distinzioni di tipologie che sono: Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Superiore e Riserva. Alcuni produttori in un recente passato si sono lamentati perché qualche giornalista ha messo in confronto tipologie diverse con risultati spesso sorprendenti... ambasciator non porta pena!

Pulcino   
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