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Dal 12 al 16 luglio avrà luogo a Campofelice di Roccella (Palermo) il 12° Enosimposio degli Enologi ed Enotecnici
di Sicilia.
All'Hotel Fiesta Athenee Palace si incontreranno gli esperti della categoria per condividere momenti di
dibattito e di confronto su alcuni dei più interessanti aspetti del mondo vitivinicolo e della commercializzazione dei prodotti.
L'appuntamento nasce in collaborazione con l'Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste, l'Istituto
Regionale della Vite e del Vino, l'Università degli studi di Palermo Facoltà di Agraria e il Corso di
laurea in Viticoltura ed Enologia di Marsala, l'Accademia Cucina Regionale. L'apertura dell'Enosimposio
avverrà il 13 luglio alla presenza di Carlo Ferracane, presidente Assoenologi Sicilia, del dott.
Dario
Cartabellotta, dirigente responsabile IX Serv. Regionale allo Sviluppo Ass. Reg. Agr., del dott.
Leonardo
Agueci, presidente I.R.V.V., del prof. Giovanni Liotta, preside corso di laurea in Viticoltura ed Enologia di
Marsala, del dott. Elio Costa, responsabile dell'Accademia Cucina Regionale.
Sono in programma tre sessioni di conferenze e dibattiti per affrontare tematiche di particolare rilievo nel
settore vitivinicolo quali: la "valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani" con gli interventi di Dario
Cartabellotta e del dott. Giuseppe Spartà; "i lieviti indigeni siciliani" con la relazione del dott. Daniele
Oliva; "lo studio di una nuova metodologia per una corretta interpretazione dell'analisi sensoriale e degustativa
dei vini" con il dott. Alberto Ugolini. I lavori delle tre giornate saranno moderati dal dott.
Marco Mancini,
direttore de "Il Corriere Vinicolo".
Particolarmente interessanti saranno le tematiche inerenti l'uso dei "chips nei vini: esami degli aspetti
tecnici e legislativi del loro impiego" e l'importanza di un "marchio unico per la tutela delle produzioni
enologiche siciliane". Il primo argomento sarà relazionato dal prof. Rocco Di Stefano, che spiegherà in maniera
dettagliata le modalità e i vantaggi nell'utilizzare i frammenti di legno di quercia (chips) che possono consentire
l'aromatizzazione e di modificare la struttura del vino e l'imitazione della fermentazione e dell'affinamento in
barrique. Il dott. Stefano Raimondi, direttore ICE Div. Vini - Roma, parlerà dell'introduzione di un marchio per
la valorizzazione e difesa del vino siciliano nel mondo, spiegando come la creazione di un marchio identificativo
delle produzioni vinicole possa aiutare i molteplici problemi di comunicazione in vista di un consumatore finale.
"La finalità del 12° Enosimposio è quella di promuovere ulteriormente il lavoro e la ricerca per raggiungere il
miglioramento tecnico-scientifico della categoria" - ha dichiarato il presidente Carlo Ferracane - "l'Assoenologi
si propone la tutela professionale dell'enologo e dell'enotecnico sotto il profilo sindacale, etico, giuridico ed
economico, nonché di rappresentare la categoria a tutti i livelli e di curarne l'aggiornamento scientifico". L'enologo
Giacomo Manzo, Segretario regionale dei tecnici di settore, ha sottolineato che "il comitato attuale dell'Assoenologi
di Sicilia ha in particolar modo incrementato l'attività convegnistica considerata valido supporto alla crescita professionale".
Questo è quanto riporta il comunicato sull'evento. Personalmente sono
quantomeno turbato dall'impostazione di questo enosimposio, che sembra dare
ormai per assodato l'utilizzo dei chips nei vini, tanto da studiarne "gli
aspetti tecnici e legislativi" e riconoscerne indubbi vantaggi. Ancor più mi
lascia perplesso che si voglia ottenere un "marchio unico per la tutela delle produzioni
enologiche siciliane", mentre, allo stesso tempo, si vuole favorire una pratica
che certamente non rappresenta il modo migliore per elevare la qualità dei vini
siciliani.
Roberto Giuliani
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