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PIEMONTE: INSTANT RELEASE DELLA CARTA DEI VINI DEL PIEMONTE

Roma, 26/07/2004

Enoteca del Piemonte"Da un'indagine export condotta da Enoteca del Piemonte, - dichiara il Presidente Pier Domenico Garrone - si ricava che i marcati obiettivo per l'espansione commerciale sono la Cina, con i mercati asiatici in generale e la Russia seguita dai Paesi dell'Est Europeo".
L'indagine è stata effettuata su 25 aziende associate all'Enoteca del Piemonte, il Consorzio della Regione Piemonte che raccorda in un sistema a rete le 10 Enoteche Regionali presenti nei comuni di Acqui Terme, Barbaresco, Barolo, Canale, Canelli, Gattinata, Grinzane Cavour, Mango, Roppolo e Vignale Monferrato. 
Questo studio si inserisce nel nuovo format periodico Istant Release elaborato da Enoteca d'Italia, con il supporto delle Enoteche Istituzionali presenti sul territorio nazionale, che nasce dalla volontà di ascoltare direttamente la voce dei produttori, dei consumatori e dei gestori dei canali di distribuzione.
Delle 25 aziende prese in esame, collocate sull'intero territorio piemontese e rappresentative di tutta la realtà produttiva della Regione, il 32% produce più di un milione di bottiglie all'anno e tra queste la metà arriva a imbottigliare oltre 6 milioni di unità.
In linea generale il comparto dell'export costituisce per almeno il 68% delle Aziende la parte preponderante del fatturato, per alcune aziende, che hanno una produzione annua inferiore alle 500.000 bottiglie l'export arriva a rappresentare oltre l'80% dell'intero guadagno.
"La nostra Azienda - dichiara Cinzia Travaglini, dell'Azienda Giancarlo Travaglini di Gattinara - destina all'export l'85% della produzione e ha come mercati di riferimento, oltre ai paesi europei, gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone". 
Per l'Azienda Fratelli Martini di Cossano Belbo le esportazioni rappresentano il 90% della produzione totale e "il loro l'andamento - affermano i responsabili dell'azienda - è costante rispetto al 2003. I nostri mercati di riferimento sono la Germania, il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Giappone; l'obiettivo è di conquistare il mercato cinese e asiatico in generale".
Solo per 7 delle 25 Aziende intervistate l'export rappresenta una fetta del fatturato inferiore al 35% del totale.
"Fontanafredda - dichiara Marinella Maiorano export manager dell'azienda di Serralunga d'Alba - destina all'export il 30% della produzione con un incremento delle vendite oltre confine del 12% rispetto al 2002/2003. I nostri maggiori mercati di riferimento sono il Giappone, il Canada e il Regno Unito e l'obiettivo è di espandersi nei mercati dell'Est Europeo".
L'andamento dell'export, confrontando i dati attuali con quelli relativi allo stesso periodo del 2003, risulta costante per il 52% delle Case Vinicole (13 su 25). Il restante 46% rivela due situazioni opposte: 7 aziende hanno aumentato il proprio export del 10-25%, mentre le restanti 5 hanno diminuito le loro esportazioni del 5-15%.
Per l'Azienda Marchesi di Barolo di Barolo l'export rappresenta il 50% del fatturato. "Si lavora principalmente con gli Stati Uniti, la Germania, la Svizzera e il Nord Europa attraverso il canale Horeca.".
Il mercato di riferimento per eccellenza continua a essere rappresentato dagli Stati Uniti, dove esportano 23 delle 25 aziende intervistate, risultato che conferma le statistiche nazionali in cui l'Italia risulta il primo importatore negli USA con una quota del 32,1% e un incremento rispetto al 2003 del 5,3%.
Il mercato statunitense è seguito a ruota dal Giappone e dalla Germania nei quali esportano il 52% delle Case Vinicole. Importanti mercati si confermano anche la Gran Bretagna, il Canada, la Svizzera e la Danimarca.
"C'è bisogno di iniziative promozionali - commenta Maurizio Anselma della Azienda Famiglia Anselma di Barolo - che dovrebbero coinvolgere in modo coordinato tutti gli attori pubblici per l'invio di un messaggio univoco che dia un'immagine compatta e di forza del vino piemontese ed italiano.
Per la nostra azienda i mercati di maggiore interesse sono USA ed Europa, di cui in particolare l'Italia, dove, a mio avviso occorrerebbe riversare la maggior parte degli investimenti. Qual è la conoscenza media del vino italiano tra gli italiani? La crescita del mercato interno è fondamentale per la forza di un mondo produttivo stabile".


Ulteriori informazioni: http://www.enotecadelpiemonte.com 

M. T.      
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