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Olio: Denominazione di Origine Incontrollabile

Roma, 03/07/2000

Foro romanoNiente da fare, la commissione europea ha respinto l'istanza italiana che chiedeva di far esporre sulle etichette degli oli d'oliva, il luogo di origine delle olive. Quello che conta è soltanto lo stabilimento di produzione, "il frantoio"..!;?...
In America, la Food and Drug Administration che qualche difetto lo avra' pure, ha fatto della tracciabilità dei prodotti destinati all'alimentazione e farmaceutici, la propria bandiera. Ogni consumatore ha diritto di sapere la composizione, le caratteristiche e la provenienza di quanto sta per assimilare. In Europa molto meno; forse se le migliori olive fossero state quelle tedesche, l'Unione Europea prevederebbe di apporre in etichetta, oliva per oliva, il certificato di nascita e lo stato di famiglia, purtroppo le olive migliori sono quelle italiane...
In genere le olive di paesi più caldi del nostro ci giungono non sotto forma di oliva ma già spremute, sotto forma di olio; dunque ai nostri frantoi resta ben poco da frangere; non resta che purificarlo, correggerne l'acidità (perché in genere è molto acido) e darcelo a bere. Naturalmente in etichetta si guardano bene dallo scrivere il luogo di origine ma si limitano semplicemente a scrivere: "Prodotto confezionato da ... nello stabilimento di ..." ed al consumatore non lice saperne di più. 
Pazienza. Probabilmente bisognerà aspettare che accada qualche casino tipo "oliva pazza" o "olio alla diossina" per far sí che a Strasburgo comincino a preoccuparsi della provenienza delle olive... aspettiamo.
Cosa fare nel frattempo? Compriamo possibilmente, oli con il marchio D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta): saremo sicuri che il processo di produzione avrà avuto luogo interamente nella zona di origine. Sono un po' più difficili da reperire (qualche "Terra di Bari" lo si trova anche nei supermercati); di seguito un elenco, probabilmente non completo degli oli D.O.P. italiani:
Aprutinio Pescarese, Brisighella, Canino, Collina di Brindisi, Colline Teatine, Dauno, Garda, Laghi Lombardi, Monti Iblei, Sabina, Terra di Bari, Umbria, Valli Trapanesi.

Roberto Giuliani   
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