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Dopo lo Sforzato di Valtellina,
promosso a docg il 19 marzo 2003, ecco che si affacciano sul panorama
legislativo italiano due nuovi aspiranti di antica tradizione campana:
il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo. Il Comitato nazionale per la
tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle
indicazioni geografiche tipiche ha accolto le domande, tramite la
regione Campania, presentata dalle
organizzazioni di categoria (Federazione provinciale coltivatori
diretti di Avellino, Confederazione italiana agricoltori di Avellino e
Unione provinciale agricoltori di Avellino) e espresso parere
favorevole alla proposta dei nuovi disciplinari. Per quanto riguarda
il Greco di Tufo, sono previste le versioni "Greco di Tufo"
e "Greco di Tufo" spumante; la composizione ampelografica
prevede almeno l'85% di greco e al massimo il 15% di coda di volpe. La
zona di produzione comprende l'intero territorio amministrativo
dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di
Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in
provincia di Avellino. I reimpianti e i nuovi impianti nei vigneti
dovranno avere una forma di allevamento verticale e la densità di
impianto non potrà essere inferiore ai 2.500 ceppi per ettaro. La
resa massima di uva per ettaro non dovrà essere superiore ai 100
quintali e le uve destinate alla vinificazione dovranno assicurare ai
vini a denominazione di origine controllata e garantita "Greco di
Tufo" un titolo alcolometrico volumico minimo naturale dell'11%.
Il vino "Greco di Tufo" spumante (nelle versioni
"Brut" ed "Extra Brut") dovrà essere elaborato con
il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo classico) e
affinato per almeno 36 mesi in bottiglia a decorrere dal 1novembre
dell'anno della vendemmia. Altri dati caratteristici sono l'acidità
totale minima che dovrà essere di 5g/l (6g/l per lo spumante), il
titolo alcolometrico volumico totale minimo che prevede l'11,5% per il
vino fermo e il 12% per lo spumante, l'estratto non riduttore minimo
di 16g/l (15g/l).
Il Fiano di Avellino dovrà essere ottenuto dalle uve provenienti, in
ambito aziendale, dal vitigno fiano per un minimo dell'85%. Potranno
concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti dai
vitigni greco, coda di volpe bianco e trebbiano toscano, da soli o
congiuntamente, fino ad un massimo complessivo del 15%. La zona di
produzione delle uve comprende l'intero territorio amministrativo dei
seguenti comuni della provincia di Avellino: Avellino, Lapio,
Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo
Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida,
Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia
Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada,
Monteforte Irpino, Ospedaletto d'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia
di Serino e San Michele di Serino. Per quanto riguarda le forme di
allevamento, la densità di impianto e tutti i dati minimi di resa,
alcol, acidità ed estratto, sono previste le stesse caratteristiche
menzionate per il Greco di Tufo. L'indicazione della denominazione di
origine controllata e garantita "Fiano di Avellino" potrà
essere accompagnata dalla menzione tradizionale di origine classica
"Apianum".
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