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Fiano di Avellino e Greco di Tufo verso la DOCG



Roma, 15/04/2003

Cartina CampaniaDopo lo Sforzato di Valtellina, promosso a docg il 19 marzo 2003, ecco che si affacciano sul panorama legislativo italiano due nuovi aspiranti di antica tradizione campana: il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo.
Il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche ha accolto le domande, tramite la regione Campania, presentata dalle organizzazioni di categoria (Federazione provinciale coltivatori diretti di Avellino, Confederazione italiana agricoltori di Avellino e Unione provinciale agricoltori di Avellino) e espresso parere favorevole alla proposta dei nuovi disciplinari.
Per quanto riguarda il Greco di Tufo, sono previste le versioni "Greco di Tufo" e "Greco di Tufo" spumante; la composizione ampelografica prevede almeno l'85% di greco e al massimo il 15% di coda di volpe. La zona di produzione  comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in provincia di Avellino.
I reimpianti e i nuovi impianti nei vigneti dovranno avere una forma di allevamento verticale e la densità di impianto non potrà essere inferiore ai 2.500 ceppi per ettaro. La resa massima di uva per ettaro non dovrà essere superiore ai 100 quintali e le uve destinate alla vinificazione dovranno assicurare ai vini a denominazione di origine controllata e garantita "Greco di Tufo" un titolo alcolometrico volumico minimo naturale dell'11%. Il vino "Greco di Tufo" spumante (nelle versioni "Brut" ed "Extra Brut") dovrà essere elaborato con il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo classico) e affinato per almeno 36 mesi in bottiglia a decorrere dal 1novembre dell'anno della vendemmia.
Altri dati caratteristici sono l'acidità totale minima che dovrà essere di 5g/l (6g/l per lo spumante), il titolo alcolometrico volumico totale minimo che prevede l'11,5% per il vino fermo e il 12% per lo spumante, l'estratto non riduttore minimo di 16g/l (15g/l).

Il Fiano di Avellino dovrà essere ottenuto dalle uve provenienti, in ambito aziendale, dal vitigno fiano per un minimo dell'85%. Potranno concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti dai vitigni greco, coda di volpe bianco e trebbiano toscano, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo complessivo del 15%.
La zona di produzione delle uve comprende l'intero territorio amministrativo dei seguenti comuni della provincia di Avellino: Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto d'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino.
Per quanto riguarda le forme di allevamento, la densità di impianto e tutti i dati minimi di resa, alcol, acidità ed estratto, sono previste le stesse caratteristiche menzionate per il Greco di Tufo. L'indicazione della denominazione di origine controllata e garantita "Fiano di Avellino" potrà essere accompagnata dalla menzione tradizionale di origine classica "Apianum".

Roberto Giuliani   
roberto.giuliani@lavinium.com   
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