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ANNI '60: Toc! Toc! - "Chi è?" - "Vinaio!"... il
vinaio entrava con la sua botticella sulla spalla ed il tubo di caucciù con
finale rinforzato da una piccola canna, mio nonno (tutti e due) tirava fuori i
boccioni (o bottiglioni, insomma bottiglie da due litri) vuoti e li appoggiava per terra in cucina. La botte sul tavolo, il tubo
dalla parte della canna infilato nella botte, il vinaio succhiava dall'altra
estremità del caucciù ed il Frascati cominciava a riempire i boccioni...
colore giallo carico, non proprio limpido, odore vinoso... il sapore non lo so
perché non mi era concesso berne. Di sotto il camioncino rosso con sù tre
piani di botti di diverse dimensioni, le più grandi in basso poi in mezzo le
medie, poi le più piccole... ANNI '70: Una volta i miei acquistarono un boccione di un improbabile vino dei Castelli Romani che sapeva di cloro talmente era
annacquato... ANNI '80: Il metanolo (non so se ne trovarono nel Frascati, probabilmente no, ma
fu un evento tragico per il vino italiano tutto)...
ANNI '90 e 2000: Frascati 2, la riscossa: "Accanto alla produzione di base,
affiancare una selezione speciale che faccia da traino per l'immagine
dell'azienda". Questo ci è sembrato il leit-motiv dell'ultima kermesse "Frascatana",
organizzata dall'Associazione Italiana Sommelier di Roma all'Hotel Hilton lo
scorso 27 Aprile. Presenti una ventina di produttori aderenti al Consorzio Tutela Denominazione Frascati, per
farci assaggiare una trentina di etichette di quello che è tra i più famosi
vini al mondo. Le nostre impressioni: Progresso generalizzato su tutta la linea "base", il Consorzio ha deciso di ridurre la resa per ettaro,
ed alcuni produttori lo han fatto ancora di più, indipendentemente da quanto
consentito dal disciplinare; i nuovi impianti tendono a privilegiare i vitigni
meno performanti in vigna e più performanti nel bicchiere (Malvasia del Lazio,
Bombino Bianco, Greco, Grechetto), più il recupero di vecchi vitigni della tradizione
(Passerina, Romanesca, Trebbiano Giallo, Bellone, Cacchione) ed altri dei quali non si
conosce a volte neanche il nome. Tra le selezioni, alcune ci hanno bene impressionato ponendosi, punto più punto
meno, ad una valutazione intorno agli 80 punti, tra queste:
Il Frascati Superiore
"Regillo Etichetta Oro" 2000 di Pietra Porzia dai toni decisamente floreali, di acacia e biancospino, un po'
di mela golden ed una punta di dolcezza vanigliata regalatagli forse da quel 10%
di mosto che fermenta e matura in piccolo legno.
Il Frascati Superiore "Santa
Benedetta" 2000 dell'azienda Santa
Benedetta che, smaltita la lieve vinosità iniziale, ha sentori un
pochino più vegetali del precedente, ma non meno interessanti, di nocciola
verde, di mela verde e fiori di sambuco.
Il Frascati Superiore "Selezione Verde" 2000
del Principe Pallavicini dall'impatto dolce di mela
golden, di erbe aromatiche quali timo e rosmarino, e da un buon sentore locale
di menta romana.
Il Frascati Superiore 2000 di Casale Vallechiesa,
anche lui di impatto dolce ma stavolta molto floreale di fiori bianchi carnosi
quali gelsomino e magnolia, ed una gradevolissima freschezza di pasticca alla
menta.
Il Frascati Superiore "Selezione Oro" 2000
di Casale Mattia, floreale di fiori bianchi
carnosi, pesca bianca ben matura e tonalità aromatiche e dolci di salvia.
Il Frascati Superiore "Vigneto Selciatella" 2000 de La Selvina, anche lui più vegetale della media, come il Santa Benedetta, con sentori di mela renetta, mandorla verde e fiori di sambuco molto ben espressi.
Il
Frascati Superiore "Vigneti Villafranca" 2000 della Cantina Villafranca, che sull'etichetta riporta la dicitura "Grand Cru" forse a causa di una percentuale di Chardonnay presente nell'uvaggio... come tanti vini francesi non è poi così Grand come l'etichetta vorrebbe comunicarci, ma non è neanche male con i suoi sentori di fiori bianchi quali acacia e gelsomino, e tonalità dolci di miele di acacia che ricordano in effetti alcuni Chablis.
Un gradino più in alto si pongono:
Il Frascati Superiore "Santa Teresa" 2000 di Fontana Candida, compendio di profumi di
fiori bianchi, di pera williams, aromatico di salvia e timo, fresco di menta
romana.
Il Frascati Superiore 2000 delle Cantine Conte Zandotti,
sempre floreale di fiori bianchi, ma con un fruttato di mela renetta e nocciola
verde che lo rende più vegetale del precedente.
Il Frascati Superiore "Selezione" 2000
delle Cantine San Marco, ancora più vegetal-aromatico dei precedenti, sempre con i fiori bianchi ma meno in primo
piano, dove troviamo foglia di sambuco, mazzetto di erbe aromatiche, mela
renetta e nocciola verde.
...discorso a
parte anche per un vino in particolare, uno su tutti, un po' sui generis
anche perché è l'unico interamente fermentato e maturato in piccolo legno:
il Frascati Superiore "Meraco"
1999 delle Cantine San Marco,
dai profumi aromatici tipici di salvia, timo ed anche rosmarino, dal fruttato di
mela golden gialla e matura, dalla nocciola secca, dal tabacco biondo e dai
sentori dulcamari di miele di castagno interessantissimi, conditi con poca
vaniglia. In bocca è più morbido di tutti gli altri vini della denominazione,
di grande spessore sotto il palato ;e lungo sul finale, maturo, avvolgente: più vicino ai 90 punti che agli 80.
Volete terminare il vostro con biscotti
dolci da forno ed un ottimo cannellino? Il migliore?
Il Frascati Superiore Cannellino 1999 delle Cantine
Conte Zandotti, fiori bianchi e gialli carnosi, mandorla dolce e
pasta di mandorle, gradevole beva, ottimo spessore e poi... poi la classica pennichella...
Maurizio Taglioni |