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Frascati: progressi

Roma, 03/05/2001

ANNI '60: Toc! Toc! - "Chi è?" - "Vinaio!"... il vinaio entrava con la sua botticella sulla spalla ed il tubo di caucciù con finale rinforzato da una piccola canna, mio nonno (tutti e due) tirava fuori i boccioni (o bottiglioni, insomma bottiglie da due litri) vuoti e li appoggiava per terra in cucina. La botte sul tavolo, il tubo dalla parte della canna infilato nella botte, il vinaio succhiava dall'altra estremità del caucciù ed il Frascati cominciava a riempire i boccioni... colore giallo carico, non proprio limpido, odore vinoso... il sapore non lo so perché non mi era concesso berne. Di sotto il camioncino rosso con sù tre piani di botti di diverse dimensioni, le più grandi in basso poi in mezzo le medie, poi le più piccole...
ANNI '70: Una volta i miei acquistarono un boccione di un improbabile vino dei Castelli Romani che sapeva di cloro talmente era annacquato...
ANNI '80: Il metanolo (non so se ne trovarono nel Frascati, probabilmente no, ma fu un evento tragico per il vino italiano tutto)...
ANNI '90 e 2000: Frascati 2, la riscossa:
"Accanto alla produzione di base, affiancare una selezione speciale che faccia da traino per l'immagine dell'azienda". Questo ci è sembrato il leit-motiv dell'ultima kermesse "Frascatana", organizzata dall'Associazione Italiana Sommelier di Roma all'Hotel Hilton lo scorso 27 Aprile.
Presenti una ventina di produttori aderenti al Consorzio Tutela Denominazione Frascati, per farci assaggiare una trentina di etichette di quello che è tra i più famosi vini al mondo. Le nostre impressioni:
Progresso generalizzato su tutta la linea "base", il Consorzio ha deciso di ridurre la resa per ettaro, ed alcuni produttori lo han fatto ancora di più, indipendentemente da quanto consentito dal disciplinare; i nuovi impianti tendono a privilegiare i vitigni meno performanti in vigna e più performanti nel bicchiere (Malvasia del Lazio, Bombino Bianco, Greco, Grechetto), più il recupero di vecchi vitigni della tradizione (Passerina, Romanesca, Trebbiano Giallo, Bellone, Cacchione) ed altri dei quali non si conosce a volte neanche il nome.
Tra le selezioni, alcune ci hanno bene impressionato ponendosi, punto più punto meno, ad una valutazione intorno agli 80 punti, tra queste:

Il Frascati Superiore "Regillo Etichetta Oro" 2000 di Pietra Porzia dai toni decisamente floreali, di acacia e biancospino, un po' di mela golden ed una punta di dolcezza vanigliata regalatagli forse da quel 10% di mosto che fermenta e matura in piccolo legno.

Il Frascati Superiore "Santa Benedetta" 2000 dell'azienda Santa Benedetta che, smaltita la lieve vinosità iniziale, ha sentori un pochino più vegetali del precedente, ma non meno interessanti, di nocciola verde, di mela verde e fiori di sambuco.

Il Frascati Superiore "Selezione Verde" 2000 del Principe Pallavicini dall'impatto dolce di mela golden, di erbe aromatiche quali timo e rosmarino, e da un buon sentore locale di menta romana.

Il Frascati Superiore 2000 di Casale Vallechiesa, anche lui di impatto dolce ma stavolta molto floreale di fiori bianchi carnosi quali gelsomino e magnolia, ed una gradevolissima freschezza di pasticca alla menta.

Il Frascati Superiore "Selezione Oro" 2000 di Casale Mattia, floreale di fiori bianchi carnosi, pesca bianca ben matura e tonalità aromatiche e dolci di salvia.

Il Frascati Superiore "Vigneto Selciatella" 2000 de La Selvina, anche lui più vegetale della media, come il Santa Benedetta, con sentori di mela renetta, mandorla verde e fiori di sambuco molto ben espressi.

Il Frascati Superiore "Vigneti Villafranca" 2000 della Cantina Villafranca, che sull'etichetta riporta la dicitura "Grand Cru" forse a causa di una percentuale di Chardonnay presente nell'uvaggio... come tanti vini francesi non è poi così Grand come l'etichetta vorrebbe comunicarci, ma non è neanche male con i suoi sentori di fiori bianchi quali acacia e gelsomino, e tonalità dolci di miele di acacia che ricordano in effetti alcuni Chablis.

Un gradino più in alto si pongono:

Il Frascati Superiore "Santa Teresa" 2000 di Fontana Candida, compendio di profumi di fiori bianchi, di pera williams, aromatico di salvia e timo, fresco di menta romana.

Il Frascati Superiore 2000 delle Cantine Conte Zandotti, sempre floreale di fiori bianchi, ma con un fruttato di mela renetta e nocciola verde che lo rende più vegetale del precedente.

Il Frascati Superiore "Selezione" 2000 delle Cantine San Marco, ancora più vegetal-aromatico dei precedenti, sempre con i fiori bianchi ma meno in primo piano, dove troviamo foglia di sambuco, mazzetto di erbe aromatiche, mela renetta e nocciola verde.

...discorso a parte anche per un vino in particolare, uno su tutti, un po' sui generis anche perché è l'unico interamente fermentato e maturato in piccolo legno:
il Frascati Superiore "Meraco" 1999 delle Cantine San Marco, dai profumi aromatici tipici di salvia, timo ed anche rosmarino, dal fruttato di mela golden gialla e matura, dalla nocciola secca, dal tabacco biondo e dai sentori dulcamari di miele di castagno interessantissimi, conditi con poca vaniglia. In bocca è più morbido di tutti gli altri vini della denominazione, di grande spessore sotto il palato ;e lungo sul finale, maturo, avvolgente: più vicino ai 90 punti che agli 80.

Volete terminare il vostro con biscotti dolci da forno ed un ottimo cannellino? Il migliore?
Il Frascati Superiore Cannellino 1999 delle Cantine Conte Zandotti, fiori bianchi e gialli carnosi, mandorla dolce e pasta di mandorle, gradevole beva, ottimo spessore e poi... poi la classica pennichella...

Maurizio Taglioni   
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