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Esame visivo: Di bella luminosità, cristallino,
colore giallo paglierino intenso, molto vicino a quello dell'acino;
si presenta con archetti di buona fittezza e lacrime abbastanza lente e
grasse: abbatanza consistente-consistente. Esame
olfattivo: Ci appare quasi intenso e persistente,
molto fine nei profumi che ricordano distese di fiori gialli, la polpa del
fico d'India, la mela cotogna, i canditi siciliani; molto gradevole. La
qualità è fine.
Esame gustativo: Secco,
appare subito corrispondente nel cavo orale, la freschezza è quasi piena,
gli aromi retrolfattivi sono fedeli all'olfattiva, la sensazione
pseudocalorica è ben integrata con il frutto, il corpo è misurato, senza
eccessi; buone intensità e persistenza, con finale molto pulito, dove il
candito ritorna deciso, affiancato da piccole sensazioni di miele
millefiori. Qualità confermata.
Stato evolutivo: Pronto.
Giudizio finale: Eccoci
di fronte ad una piccola sorpresa, un vino che nasce a Pantelleria, isola
di grande fascino e terra di Zibibbo. Ma qui è il Catarratto
ad essere protagonista, con risultati che in parte lo avvicinano all'altro
vitigno, soprattutto all'olfatto. La differenza è in una minore
complessità e intensità aromatica, qui mancano ad esempio quasi del
tutto i toni agrumati, inoltre si percepisce una leggera punta di
ossidazione, tipica di questo vitigno. Si tratta comunque di un vino
perfettamente riuscito che può trovare un buon numero di estimatori, ad
un prezzo assolutamente corretto.
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