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Quest'anno l'Accademia Aleramica, in collaborazione con il circolo culturale
"I Marchesi del Monferrato" e con il patrocinio delle regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, in occasione
dei 700 anni della venuta dei Paleologi da Bisanzio in Monferrato, rievoca i fasti di quest'altra storia del Piemonte.
In occasione della tappa di domenica 30 luglio 2006 della rassegna Castelli in Scena a Barolo, si vuole ricordare
questo particolare periodo storico, quando nel gennaio del 1305, a soli 27 anni, muore, a Chivasso, l'ultimo marchese
aleramico Giovanni I, si apre la successione al trono monferrino: successione quanto mai complessa in quanto la vedova
del marchese, Margherita di Savoia, non ha avuto figli.
Proprio nell'incertezza di una continuità dinastica, ad un secolo di distanza dall'occupazione di Costantinopoli da parte
dell'aleramico Bonifacio, ecco che ci troviamo di fronte ad un evento singolare che può, a tutti gli effetti, essere
definita una crociata di ritorno.
Ha quindi inizio, nel 1306, la dinastia dei Paleologi di Monferrato, che regnerà sul marchesato fino al novembre del 1536
quando, estinto anche questo casato, il Monferrato sarà assegnato ai Gonzaga di Mantova.
Nel 1486, sotto il governo di Bonifacio III Paleologo, Barolo entra a far parte del Marchesato di Monferrato, passando
poi nel 1631 ai Savoia con il trattato di Cherasco, stipulato dal Duca Vittorio Amedeo I.
Nel periodo di appartenenza al marchesato di Monferrato, Barolo subì diverse, numerose incursioni durante le tante guerre
per il predominio in Europa che caratterizzarono quel periodo storico, le più significative delle quali furono ad opera
dei francesi durante la guerra con gli spagnoli.
In quel periodo comunque iniziò a prendere corpo il Castello. Il catasto infatti del 1524, durante il periodo Paleologo
cita la presenza di una trentina di case intorno al castello, case gradualmenmte scomparse per far posto ad appendici
sucessive intorno al castello.
Di queste vicissitudini si parlerà con la partecipazione del gruppo storico I Marchesi Paleologo di Chivasso.
Come vuole ormai una consolidata consuetudine, la manifestazione rievocativa avrà come animazione centrale il
Mercatino
Aleramico, una selezione di prodotti storici e dell'artigianato artistico dal Po al Mare, quel vasto territorio che
appartenne per oltre 7 secoli al Marchesato del Monferrato che ora sta costituendosi in un progetto culturale e turistico
d'eccellenza.
Per l'occasione il Comune e la Proloco di Barolo, oltre a presentare il borgo e il castello e tutte le attività vinicole
aperte agli ospiti, hanno voluto animare il tutto con una prelibata e fresca novità: il
Festival del Gelato d'autore con
protagonista non solo il barolo ma altri vini del territorio come l'Arneis, il Moscato e il Dolcetto, con una aggiunta di
due sciccherie: i gelati alla grappa e al barolo chinato.
Per l'occasione è stato anche coniato uno slogan: Gelati vinosi gelati golosi, che siglerà questa manifestazione da
ripetersi ogni anno.
Non mancherà la musica della tradizione locale d'antan.
R. G.
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