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DOC da rivedere, guide ai vini e mercificazione del giudizio

Roma, 09/11/2001

ForoDue sono i temi affrontati su WineReport da Franco Ziliani nel suo ultimo editoriale a proposito di un vino campano: Da un lato, se un vino prodotto nell'avellinese a base di Merlot possa o meno fregiarsi della dicitura "Irpinia I.G.T." e dall'altro, se dietro ai giudizi stellari su questo vino, di alcune guide cartacee (amo chiamarle così) non vi sia una sorta di "mercificazione del giudizio".

Irpinia rosso IGT.
Il Merlot non è né autorizzato né tantomeno raccomandato nella provincia di Avellino, quindi il vino in questione dovrebbe uscire sul mercato come vino da tavola. Mi viene in mente un modo al limite del praticabile per aggirare l'attuale regolamentazione: la delimitazione dell'Irpinia si presta a diverse interpretazioni, sull'enciclopedia leggo ad esempio che è una "...regione storico-geografica che si estende tra il monte Taburno e la valle del Calore...", ora, si dà il caso che il Taburno sia in provincia di Benevento e che in tale provincia il Merlot sia tra i vitigni autorizzati, cosa dice il produttore? "...il vino l'ho prodotto in Irpinia, l'Irpinia è anche Benevento, a Benevento il Merlot è autorizzato, ergo: esco come Irpinia IGT". L'ispettore del Ministero delle risorse Agricole ecc. ecc. dirà: "...ma Maroni scrive che il vigneto è a Pietradefusi, provincia di Avellino... ", "...e io denuncio a Lei e Maroni per calunnia..." risponderà il produttore.
Il problema è che la legislazione a proposito di raccomandazioni/autorizzazioni dei vitigni, IGT e DOC è ancora "perfettibile". Proprio da quelle parti abbiamo produttori amici, ma proprio amici. Un paio di loro, in diversi momenti hanno criticato la DOC Sannio: "Qui facciamo, da sempre, il vino con Aglianico e Piedirosso e non possiamo uscire come Sannio Rosso DOC. O vinifichiamo le uve a parte ed usciamo con due vini, un Sannio Aglianico ed un Sannio Piedirosso o, se le mescoliamo come facciamo da tempo immemorabile, non possiamo uscire come Sannio rosso DOC perché qualcuno ha deciso che ci dobbiamo mettere per forza un 50% di Sangiovese... ma che c'azzecca 'o Sangiovese!"
Cosa voglio dire con questo: che se il Merlot in Irpinia dà ottimi risultati, prima o poi qualcuno ne dovrà prendere atto, meglio prima che poi. Ciò comunque non significa che nel frattempo si possa uscire con dei Merlot DOC o IGT dove e quando ci pare; Incisa della Rocchetta insegna, il Sassicaia non è mai uscito come Toscana IGT né tantomeno come Montescudaio o Val di Cornia DOC, pure se era lì vicino.

Le guide e la mercificazione dei giudizi.
Caro Franco, ne hai parlato già tu in tante occasioni, ora in codesto articolo, ma anche in passato guadagnandoti le simpatie di tanti e tanti appassionati quando ad esempio, davi dei marchettari ad alcuni giornalisti.
Il problema è che non si vive di guide enogastronomiche. Noialtri siamo solo degli appassionati, i soldi ce li guadagniamo nelle 8 ore lavorative che dedichiamo ad altro. Alla nostra passione dedichiamo le tarde serate e, spesso, parte dei fine settimana. Chi deve vivere di enogastronomia deve spesso abbassare la soglia della propria onestà intellettuale e della propria dignità ad un livello che gli permetta di sopravvivere. Nostri amici produttori, più di qualcuno, hanno ricevuto la visita di una "agenzia" che proponeva loro: L'inserimento nella guida Tizio, due passaggi televisivi nella televisione Caio, un articolo sulla rivista Sempronio, alla modica cifra di 40 milioni di lire. Ci ha detto uno di loro: "Che faccio? I 40 milioni li investo in cantina per fare un vino migliore o li do a loro per entrare nel giro dei vini che contano?" - "La seconda che hai detto." direbbe il Guzzanti di qualche anno fa... loro hanno risposto picche, chissà quanti hanno accettato. 
Un problema che incontriamo è che se esprimiamo un giudizio su di un vino diverso da quello che dicono altre guide, il senso comune tende a dare più credito alle guide cartacee ritenendole più affidabili quando, secondo noi, per vari motivi tra cui quelli appena elencati la gente dovrebbe comportarsi in modo contrario... come si fa a dar retta ad uno che recensisce più di diecimila vini all'anno? Gente! Informatevi sul vino e sul mondo che lo circonda, visitando i siti cosiddetti "peregrini", io ne conosco due o tre... ma questo sarà argomento per un altro articolo.

Maurizio Taglioni   
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