laVINIum Home Page
Scritti sul vino: Un cocktail Omerico


Apparecchiava intanto una bevanda

la ricciuta Ecamède. Era costei

del magnanimo Arsìnoo una figliuola

che il buon vecchio da Tenedo condotta

avea quel dì che la distrusse Achille,

e a lui, perché vincea gli altri di senno,

fra cento eletta la donâr gli Achivi.

Trass'ella innanzi a lor prima un bel desco

su piè sorretto d'un color che imbruna,

sovra il desco un taglier pose di rame,

e fresco miel sovresso, e la cipolla

del largo bere irritatrice, e il fiore

di sacra polve cereal. V'aggiunse

un bellissimo nappo, che recato

aveasi il veglio dal paterno tetto,

d'aurei chiovi trapunto, a doppio fondo,

con quattro orecchie, e intorno a ciascheduna

due beventi colombe, auree pur esse.

Altri a stento l'avrìa colmo rimosso;

l'alzava il veglio agevolmente. In questo

la simile alle Dee presta donzella

pramnio vino versava; indi tritando

su le spume caprin latte rappreso,

e spargendovi sovra un leggier nembo

di candida farina, una bevanda

uscir ne fece di cotal mistura,

che apprestata e libata, ai due guerrieri

la sete estinse e rinfrancò le forze.

 

Omero (Iliade, XI, 630)