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BOSCO
Azienda Vinicola Bosco Nestore & C. S.n.c.
Contrada Casali
N.7
65010 NOCCIANO (PE)
Tel.: +39 085 847345
Fax: +39 085 847585
http://www.nestorebosco.com
e-mail: info@nestorebosco.com
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Pomezia, 10/01/2002
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Grande fermento in Abruzzo,
molta attenzione alle nuove tecniche di vinificazione, ai
vitigni d'importazione ma, per nostra fortuna, anche
rispetto della tradizione. Le origini della vite in
Abruzzo vanno riallacciate alla presenza degli Etruschi
nel Centro Italia durante il VII secolo avanti Cristo. Del
vino prodotto oltre il territorio degli Umbri e dei Piceni,
a ridosso della costa adriatica, intorno al territorio dei
Pretuzi (l'attuale provincia di Teramo) parla lo storico
greco Polibio di Megalopoli, vissuto tra il 210 e il 125
avanti Cristo. Polibio, raccontando delle gesta di
Annibale, riferisce che questo vino addirittura "guarì
completamente i feriti, gli altri li rese vigorosi e
pronti alle future necessità".
Ma la storia della vitivinicoltura abruzzese è
innanzitutto legata ai vini della Valle Peligna che, nel
primo secolo dopo Cristo, vantavano estimatori come Marco
Valerio Marziale e Plinio il Vecchio.
Dopo i Romani, con l'avvento dei Barbari, la coltivazione
del vino fu abbandonata per tornare a grandi livelli nel
VII secolo dopo Cristo grazie ai frati benedettini che si
insediarono in Abruzzo in quel periodo: la diffusione del
Cristianesimo aveva elevato il pane e il vino al corpo e
al sangue di Gesù.
Si arriva al '500 e il vino abruzzese comincia a essere
citato nelle opere di letteratura fino a quando anche uno
scrittore inglese, Edward Lear, ne decanta la bontà nei
racconti dei suoi tre viaggi in Abruzzo tra il 1843 e il
1844.
Con il passare degli anni aumenta la produzione e
aumentano gli affezionati al vino abruzzese, assistito
com'è da un clima generalmente mite, a cui la breve
distanza tra mare e montagna garantisce piogge, sole,
vento e il giusto grado di escursione termica tra notte e
giorno, elementi ideali per la coltivazione della vite.
Il nome Bosco può dirsi sinonimo della tradizione
vitivinicola abruzzese. Esperienza ultracentenaria. Da generazioni infatti si
tramandano l'arte della viticoltura iniziata sui Colli di
Pescara ed oggi perfezionata ed impiantata nel verde delle
colline pescaresi di Nocciano, zona famosa per la bontà
delle sue uve.
Qui il vino riposa in botti di rovere, successivamente
imbottigliato e immagazzinato nella prestigiosa cantina,
unica nel suo genere.
Il nome Bosco può dirsi a ragione sinonimo della
tradizione vitivinicola abruzzese. Da generazioni infatti
si tramandano l'arte della viticoltura iniziata sui colli
di Pescara ed oggi perfezionata ed impiantata sulle
colline pescaresi nel cuore di Nocciano.
Anni di crescita, esperienza, professionalità
concretizzati nella coltivazione delle uve e nella
delicata opera di trasformazione dell'uva in vino. La
quiete della campagna, il clima dolce, la dislocazione
delle colline e la perfetta selezione delle uve, fanno si
che il prodotto finale sia il re incontrastato sulle
nostre tavole.
La superiore qualità di questo vino nasce da una
superiorità non dichiarata, ma reale, di saperlo
produrre, anche e soprattutto dall'attuale generazione
della famiglia Bosco.
La nuova cantina ampliata e ristrutturata su un ambito
programma d'investimento, è forse nel panorama delle
aziende vitivinicole della Regione la migliore espressione
di una moderna ed attenta struttura per la produzione e
l'invecchiamento del vino.
Nel
dolce paesaggio collinare si stendono i filari ed i
vigneti della tenuta Bosco, curati e controllati con
maestria ed orgoglio. Essi danno i vini genuini di cui la
famiglia Bosco è fiera.
I
lunghi corridoi interrati dove, nelle nicchie
appositamente costruite, vengono disposte annata per
annata le bottiglie per l'invecchiamento del
Montepulciano, l'attenzione sui particolari estetici e
costruttivi, fanno di questa nuova cantina e di questi
vini l'espressione di una passione senza tempo.
Le
botti di rovere simboleggiano la tradizione dell'azienda
vinicola Bosco. Da sempre presenti all'interno del
processo produttivo, danno il tocco finale al già
rappresentativo Montepulciano d'Abruzzo.
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