Montecarlo
è un piccolo borgo situato sulle colline vicino Lucca.
Uscendo dall'autostrada A11 ed avvicinandovisi da Sud, se
ne può apprezzare le perfezione e bellezza: è un borgo
situato proprio in cima ad una collina coltivata ad
uliveto e vigneto. L'essere un pochino al di fuori dei
circuiti turistici più famosi, quelli del Chianti
Classico per intenderci, rende la visita più piacevole
per coloro che vogliano praticare un turismo del vino
fuori dagli schemi più inflazionati, nella Toscana più
profonda, orgogliosamente contadina, ma con un grande
passato, anche vinicolamente parlando: grazie alla
passione ed alla competenza dei vignaioli del secolo
scorso è stata una delle prime zone d’Italia a produrre
vini pregiati in particolar modo "I BIANCHI".
Verso la fine dell’800 nella zona furono introdotti i
vitigni francesi Pinot bianco e grigio, Sauvignon,
Semillon e Roussanne per i bianchi e Cabernet, Merlot e
Syrah per i rossi.
I vitigni base erano il Trebbiano toscano ed il
Sangiovese.
Negli anni trenta sia per la composizione varietale che
per le tecniche di vinificazione era considerato il
miglior bianco italiano. E’ stato il vino servito alle
nozze dell’ultimo Re d’Italia. A quel tempo veniva
chiamato "Lo Chablis" di Montecarlo.
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La Fattoria del Buonamico è
situata a sud-ovest di Montecarlo, nell’area di
Cercatoia, e copre un’area di 37 ettari, 24 dei quali
con vini specializzati. L’azienda è stata fondata agli
inizi degli anni ’60 da famosi ristoranti torinesi allo
scopo di fornire i loro locali con i vini di Montecarlo.
Successivamente la Fattoria è stata ampliata, sia come
terreni, che come cantina, in modo da poter soddisfare le
maggiori richieste di una clientela sempre più desiderosa
di vini di qualità. Oggi, pur lasciando inalterate le
caratteristiche essenziali per una viticoltura di sapore
antico, il "BUONAMICO" si è posizionato sul
mercato come azienda leader di Montecarlo per la
produzione di vini pregiati. Siamo
stati a Montecarlo ad inizio settembre, anche noi turisti
del vino, guarda caso in paese c'era proprio una festa a
questa bevanda dedicata,e lì abbiamo trascorso una delle
più belle giornate delle nostre vacanze. Abbiamo visitato
due cantine, di una Vi parliamo oggi, dell'altra fra
qualche settimana. Presso la Fattoria del Buonamico, dopo
aver telefonato giusto un'oretta prima di recarvicisi,
abbiamo trovato l'accoglienza calda, pacata e gentile di
Vasco Grassi, "Patron" in quanto responsabile
della conduzione dell'Azienda ed anche discendente diretto
dei fondatori dell'Azienda stessa, ma non "padron"
dell'Azienda ora proprietà di un gruppo operante nel
settore turistico-alberghiero facente capo a due
imprenditori fiorentini. Vasco
ci ha condotti gentilmente ed orgogliosamente, senza
neanche chiederci chi fossimo, tra il ribollir dei sili in
fermentazione, tra gli strumenti per il controllo della
temperatura dei fermentini stessi, tra i sistemi per
l'ossigenazione controllata dei mosti, tra le botti e le
barrique aziendali e ci ha proposto l'assaggio di qualcuno
tra i suoi vini. Assaggio che abbiamo rinnovato pochi
giorni orsono, con pazienza e precisione, tra le mura
pometine che ci ospitano.
Tra i prodotti aziendali ne mancavano tre
all'appello: Il Fortino, vino ottenuto da uve Syrah
vinificate in purezza; il Vasario, ottenuto da uve Pinot
Bianco più piccole aggiunte di uve bianche provenienti
dalla Francia ed introdotte in zona come dicevamo, a fine
'800; in quanto
entrambi non ancora pronti; ed il
pluriosannato "Oro di Re", una sorta di Sauternes di
Montecarlo, più grande dei Sauternes di Sauternes,
ottenuto da uve Sauvignon, Semillon e Pinot Bianco,
vendemmiate tardivamente quando attaccate da muffa nobile;
vino battezzato da Luigi Veronelli in persona, che
contiamo di presentarVi un giorno, quando ne avremo anche
noi apprezzato la bontà. Intanto
"accontentiamoci" dei seguenti, e scusate se è
poco:
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