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Si è spesso
parlato di regioni italiane che da anni sono sulla cresta
dell'onda nello sviluppo vitivinicolo; la Toscana, il Piemonte, il
Friuli e, ultimamente la Sicilia. Regioni diverse, con una loro
storia ed una loro cultura, che hanno avuto dalla loro parte,
condizioni favorevoli alla coltivazione della vite, sia grazie al
clima particolarmente adatto, sia per la composizione e
collocazione dei terreni. La Liguria è una terra difficile, la
sua conformazione ha spinto gli abitanti, sin dall'antichità, a
divenire un popolo di navigatori; le montagne scoscese, la
viabilità difficile rendevano impraticabile qualsiasi forma di
commercio via terra. E la mancanza di politiche di ammodernamento
agrario ha portato all'abbandono di massa dalle montagne, già
dalla prima metà del XIX secolo. Era quindi inevitabile un certo
ristagno nel settore vitivinicolo, basti pensare ad una zona come
le Cinque Terre, sicuramente vocata, ma difficilissima da
lavorare, a causa dei pendii quasi a strapiombo sul mare.
Ciononostante, la Liguria sta subendo l'influenza del progresso
enologico che ha ormai coinvolto l'intera penisola. Negli ultimi
anni si sta assistendo ad una progressiva crescita della qualità
media dei vini della regione, nuove realtà stanno emergendo nelle
aree "storiche" e più vocate a dare nuovo lustro ed
idee. L'azienda di Marco Foresti, è senz'altro esempio calzante
di questa rinascita. Fondata nel 1979, a Camporosso, tra
Ventimiglia e Bordighera, a ridosso del confine con la Francia,
dispone oggi di oltre 20 ettari di vigneti, tutti situati nella
zona delle DOC Riviera Ligure di Ponente e Rossese di Dolceacqua.
Le cantine sono attrezzate con moderni macchinari per ottenere i
migliori risultati nella lavorazione del prodotto (presse
pneumatiche, vasche inox termocontrollate, impianti di
stabilizzazione e filtratura, imbottigliamento sterile, magazzini
condizionati), sotto la supervisione del bravissimo enologo
piemontese Giuliano Noé e dell'agronomo Tonino Gastaldo,
cittadino di Camporosso. |
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La filosofia
aziendale, perfettamente ritrovata nei vini degustati, mira ad una
produzione di alto livello qualitativo (nessun vino è sotto la
soglia degli 80 punti, poche aziende possono vantare una media così
elevata) e ad ottenere il massimo equilibrio fra tradizione ed
innovazione. La gamma dei vini è suddivisa in tre linee distinte:
Riviera Ligure di Ponente "I Soli" nelle due versioni
Vermentino e Pigato; "I Vigneti" che comprende il Riviera
Ligure di Ponente Vermentino Vigneto Selvadolce, i Rossese di
Dolceacqua Vigneto Morghe e Vigneto Luvaira; "Il Rossese"
che comprende i Rossese di Dolceacqua base e superiore. Anche nella
scelta delle tipologie l'azienda, a nostro parere ha voluto
giustamente contenere il numero dei prodotti, evitando di
disperderne le caratteristiche qualitative. Siamo rimasti
piacevolmente impressionati dal dal Pigato e dal Vermentino della
linea "I Soli", vini di grande tipicità eppure moderni,
accattivanti, ma amche dallo splendido Rossese di Dolceacqua Vigneto
Luvaira, vino di grande fascino ed eleganza. Vi consigliamo di fare
una ricca scorta di questi vini, vale la pena provarli tutti. Buona
lettura!
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