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Per trovare vini bianchi di
spessore comparabile a quelli che si trovano in alcune zone vocate dei
Castelli Romani come la Valle Marciana o Preziosa nel comune di
Grottaferrata (D.O.C. Frascati), bisogna spostarsi fino al Collio (dalle
parti di Villa Russiz ad esempio). L'imperatore
Traiano (98-117 d.C.) già in diebus illis, fu affascinato da questo soleggiato luogo
dei Castelli Romani che donava eccellenti vini per i
suoi aristocratici commensali: intensità, ampiezza, acidità, amalgamate ad una
concentrazione da far sembrare il vino non filtrato... come questo Kadrai
di Strade Vigne del Sole... ma andiamo per ordine. Spessore, intensità,
ampiezza, concentrazione: siamo certi di star parlando di un vino
proveniente dalla zona D.O.C. Frascati? I Frascati non sono quei
vini che si trovano nei supermercati, reparto vini, scaffale più in
basso, bottiglie da un litro e mezzo o dame da cinque litri? Non sono quei
vini acquistati in bottiglioni da due litri negli anni sessanta, settanta
ed inizio ottanta che a volte sapevano addirittura di cloro talmente erano
annacquati? Beh, in parte è vero. E' per questo che il Cav. Cugini &
Figlio, proprietari dell'azienda, per adesso hanno optato per la I.G.T.
Lazio. Noi auspichiamo il loro passaggio alla D.O.C. Frascati affinché la
nomea di Belliana memoria di vino leggero o addirittura annacquato venga
definitivamente smentita. Belliana memoria in quanto già il Belli un paio
di secoli orsono nel suo sonetto Le cose create, rimproverava al
Padreterno di non aver creato l'acqua di colore rosso ed il vino di colore
bianco affinché il consumatore potesse accorgersi a prima vista del
"sacrilegio" compiuto dall'oste... puritani, persone sensibili o
facili a scandalizzarsi, astenersi
dal leggere i versi del Sommo Poeta e saltare a pié pari alla degustazione:
Ner monno ha fatto Iddio
'gni cosa degna:
ha fatto tutto bono e tutto bello.
Bono l'inverno, più bona la legna:
bono assai l'abbozzà, mejo er cortello.
Bona la santa fede e chi
l'insegna
più bono chi ce crede in der ciarvello
bona la castità, mejo la fregna:
bono er culo, e bonissimo l'ucello.
Sortanto in questo qui
trovo lo smanco,
che poteva, pensànnoce un tantino,
creàcce l'acqua rossa e 'r vino bianco:
perché ar meno gnisun'oste
assassino
mo nun vierìa co tanta faccia ar banco
a vénnece mezz'acqua e mezzo vino.
Il Kadrai
con i suoi quattordici gradi alcolici è tutt'altro discorso, inutile
paragonarlo ad altri in quanto come un po' tutti i vini di Strade Vigne
del Sole è unico nel suo genere, sia per i vitigni che lo compongono,
unici malgrado i nomi somiglianti a vitigni da noi già conosciuti, che
per la quantità di frutto che regala, sorprendente. Si presenta
cristallino, di colore giallo-oro con vivaci guizzi verdi e di grande
consistenza, allo scuotimento lascia le pareti del calice ben grasse che
formano archetti fitti che, rattrappendo (acidità), scendono il lacrime
larghe e lente. Non serve neanche avvicinare troppo il naso per sentirne
l'aulente e deciso frutto: pera e mela (albana) e banana (malvasia rossa)
in primo piano, ma anche mela cotogna e sentori agrumati. La banana ne
risulta fresca, gelata come il fine stecco gelato che mangiavamo da
bambini. Con l'ossigenazione sentiamo profumi di erbe aromatiche quali
menta selvatica e timo, poi pasticca di menta ed addirittura profumo
boschivo di cassis. Intenso, persistente, complesso, eccellente. Al palato
conferma l'intensità, con struttura alcolica e morbidezza elargite dalla
malvasia, ben sostenute da acidità importante e ben amalgamata regalataci
dall'albana, insieme ad una marcata sapidità tipica del territorio
castellano. Quasi masticabile tra lingua e palato, morbido ma scorrevole,
incredibilmente leggero ma appagante. Lunghissime le sensazioni
retrolfattive, frutta e menta, a lungo polpose ed appena astringenti di
agrumato.
Grazzia-de-dio che Iddio cià dato (sempre citando il Belli),
rapporto qualità/prezzo esemplare (popolare è forse la parola più
azzeccata), da
gustarsi con primi piatti saporosi e succulenti ('matriciane e
carbonare), con carni bianche, con piatti locali quali coratella con i
carciofi o baccalà in umido, da non perdere con formaggi a pasta dura
quali Gruyère, Comté o pecorini freschi, quelli veri, da latte crudo. Servito fresco, ben
fresco di frigo nel caso di abbinamento a formaggi, in calici per vini
bianchi strutturati ed importanti.
Maurizio
Taglioni
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