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Roma, 11/08/2001
Passito di Pantelleria Le lave del Kuttinar 1998
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: Moscato di Alessandria (Zibibbo) 100%
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: Garche del Barone

Prezzo: € 19 (bottiglia da 375 ml)

Esame visivo: Si presenta all'occhio perfettamente cristallino, di un bel colore ambrato resina di albicocco, e si muove nel bicchiere in modo molto composto, da liquido ben viscoso, lasciando il bicchiere ben grasso al suo passaggio e formando archetti fitti che scendono in lacrime abbastanza larghe e lentissime: pienamente consistente.

Esame olfattivo: Aulente nella stanza, esprime quasi senza bisogno di avvicinare il naso profumi tipici del vitigno e del territorio; fruttato pieno di albicocca secca e di sua confettura in primo piano, accompagnata da cotognata, poi uva sultanina. I profumi vanno via via acquistando complessità con l'ossigenazione per proporci sensazioni di fichi secchi e foglie di alloro coperti di zucchero a velo, pasta di mandorle, e tonalità speziate ed arabesche di coriandolo, cumino e cardamomo. Intenso, complesso e di qualità olfattiva eccellente.

Esame gustativo: Dolce, si esprime in modo solare come un vino Mediterraneo verace deve esprimersi, grazie al giusto tenore alcolico ed all'ottima morbidezza; sensazioni ben bilanciate da buon nerbo acido e media sapidità. Pieno corpo, opulento tra lingua e palato, ripropone con precisione le sensazioni olfattive, è proprio come ci si aspetta, e regala un finale lunghissimo di frutta secca (albicocca, fichi ed uvetta sultanina) e di spezie, senza mostrare cedimento alcuno. Ancora intenso ed eccellente. 

Stato evolutivo: Pronto.

Giudizio finale: Esprime il territorio di origine come pochi: solare, intenso e sapido, un po' arabo da Mille e una notte. Non ci sorprende, come si legge dalla controetichetta, che gli dei (o almeno gli antichi Greci e Romani che negli dei rispecchiavano spesso le proprie sensazioni pregi e difetti), siano rimasti incantati da questo vino al punto da preferirlo all'ambrosia, il mitico nettare degli dei che dava l'immortalità. Lo serviremmo fresco d'estate, a temperatura ambiente d'inverno in bicchieri da Sauternes, tipologia di vino alla quale questo passito, benché differente, non ha nulla da invidiare. Non teme l'invecchiamento, anzi...

Abbinamenti: Non ne ha bisogno, è perfetto come vino da meditazione, tuttavia la pasticceria da forno e la pasticceria sicula a base di pasta di mandorle gli vanno a pennello.


Voto: 91
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