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I Vignerons in piazza a gridare "Il vino fa bene alla salute"


Quasi 10.000 viticoltori hanno manifestato nei giorni scorsi nelle pricipali città della Francia



Roma, 16/12/2004
 

viticoltori francesiPoco a poco il mercato ha imposto la sua legge e i suoi codici, mentre i viticoltori francesi (e non solo) non sono riusciti a reagire prontamente. Di fatto la produzione di vino è aumentata mentre la domanda è in fase discendente e non accenna a invertire la rotta. Buona parte delle cause va certamente imputata alla forte concorrenza extraeuropea, basti pensare ai vini di California, Sudafrica, Cile, Israele, che hanno invaso i mercati europei provocando non pochi problemi, data l'offerta più bassa e una qualità mediamente ottima. Inoltre la maggior parte di queste zone vinicole utilizza gli stessi vitigni dei vignaioli francesi: cabernet sauvignon e franc, merlot, sirah, chardonnay, sauvignon. Ma ci sono anche forti limitazioni indotte dalla legge Envin, che vieta in molti casi la pubblicità dei vini in televisione e nei media. Infine, quasi in controtendenza con l'Italia, i ministeri della Sanità e dei Trasporti hanno recentemente dato vita a una campagna di sensibilizzazione sul vino come causa di alcune malattie e di numerosi incidenti stradali.

Ma, anche se in parte minore, alcune responsabilità ricadono su quei viticoltori che, ad esempio, hanno piantato nuove vigne in zone limitrofe a quella bordolese, senza preoccuparsi se i vini avrebbero presentato caratteristiche di gusto e qualità analoghe. Scelta mal riposta, in un momento in cui è proprio il vino rosso a risentire maggiormente della crisi, soprattutto i Bordeaux, i Bergerac e i Beaujolais. Per di più il numero dei consumatori in patria è andato via via diminuendo, sia uomini che donne. Parte della recessione è attribuibile proprio alle campagne contro l'alcolismo: i produttori lamentano il fatto che hanno sempre rappresentato un punto di riferimento per l'economia agricola francese e hanno dato un forte contributo all'immagine del Paese, mentre ora vengono definiti dei semplici "fornitori di alcol". Questo clima di sospetto nei confronti del vino, l'abbassamento del valore del dollaro, la sovrapproduzione di un vino che corrisponde sempre meno ai nuovi gusti dei consumatori, costituiscono le ragioni dello smarrimento dei viticoltori francesi.

Di fronte a un momento così difficile, i vignerons hanno pensato bene di scendere in piazza e, nei giorni scorsi, quasi in 10.000 hanno manifestato a Bordeaux, Avignon, Macon, Angers, Tours, Blois e Nimes, per sollecitare un incontro con il governo, affinché intervenga in loro favore, così come ha fatto di recente a sostegno di altre categorie in difficoltà come quelle degli agricoltori e dei pescatori. Le richieste riguardano principalmente la riduzione dei contributi sociali che devono versare allo Stato, interventi di rilancio a favore di un settore "simbolo" della Francia all'estero, che ha contribuito fortemente, grazie all'export, alla bilancia commerciale del Paese.

Roberto Giuliani   
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