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Roma, 09/03/2002
Taburno Falanghina Vigna del Monaco 2000
Tipologia: Bianco D.O.C.
Vitigni: falanghina
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: Ocone - Agricola del Monte

Prezzo: € -- (bottiglia da 750 ml)

Avete mai visto dal vero la Vigna del Monaco? Un'esperienza… al solo vederla anche il neofita è certo di una cosa, lì il vino viene buono di sicuro. Dalla statale Caianello-Benevento, uscita Ponte-Torrecuso, prendere direzione Ponte, il paese è subito lì, e poi seguire le indicazioni per l'Azienda Agricola del Monte - Ocone. Si passa nel centro del paese poi si sale, si sale su di una stradina… e poi ci si chiede se non si è forse sbagliato strada, no, al primo incrocio quando la strada si riapre si è davanti l'Azienda. Guardate dinanzi a voi e vedrete una chiesetta (pieve la chiamerebbero in Toscana o Umbria) è La Madonnella dalla quale prende anche il nome la Fattoria, spostate il vostro sguardo a destra ed un po' più in alto e, sulla montagna che vi sta dinanzi vedrete un seno, un promontorio tondeggiante e pettinato, sì, coltivato a vigneto, è la Vigna del Monaco (o del Monaco morto) con i suoi filari di falanghina. Terreno friabile, scosceso, ben drenato, illuminato dal sole perché esposto praticamente a sud anche se, tondeggiante, è difficile darne l'orientamento preciso. Da quel terreno a coltivazione biologica, mi spiega davanti ad un caffè il titolare, Signor Domenico Ocone (non posso bere vino perché debbo continuare il viaggio fino a Bari), titolare della premiata Ditta omonima, arrivano le uve di falanghina che, vendemmiate tardivamente, danno origine al bianco di punta dell'Azienda Ocone. Ne porto un paio di campioni via con me ringraziando per l'ospitalità ed eccoci ora davanti ai nostri bicchieri di fine cristallo, contenenti questo vino cristallino di color giallo-paglia, anche abbastanza carico, con veloci guizzi verdolini, vivo, vivido e vivace nel bicchiere. All'olfatto si mostra di gran classe, non punge, non esagera in intensità ma regala sensazioni molto variegate, parte appena vegetale poi si fa dolce di fiori dolci, gelsomino e giacinto con una punta di zucchero vanigliato, non fa legno ma ha struttura di suo, tale da non aver nulla da invidiare ai suoi compagni che ne fanno (legno), anzi, chi ci legge sa come la pensiamo al riguardo. Il frutto è bianco e giallo, agrumato maturo di cedro, mela gialla e ananas. Con l'ossigenazione il vino si personalizza ancora di più, emerge addirittura ciliegia chiara tipo Ravenna (sensazione non comune in un vino bianco) e crostata di mele spolverata di zucchero a velo. Grandi personalità e complessità in un contesto di qualità finissima. Succosissimo al gusto, acidità in grande evidenza accompagnata da una struttura morbida che rende l'insieme molto gradevole, ancora fiori e frutti che nel lungo finale si addolciscono in miele di acacia. Una delle migliori falanghine da noi conosciute, da servirsi fresca in bicchieri per vini bianchi strutturati, abbinata a preparazioni di pesce, antipasti anche di pesce grasso affumicato quale il salmone, cocktail di gamberi, anche pesce al forno con condimento che sarà facilmente dissolto dall'elevata acidità del vino.


Voto: 86
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