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Verticale Montevetrano - annate '96, '97, '98, '99, '00, '01 |
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Roma, 03/02/2004
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Montevetrano
1996 |
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Entrato in commercio nel 1999, non sembra aver risentito degli oltre sette anni dalla vendemmia. Il colore è ancora fitto e profondo, granato cupo e quasi impenetrabile, con appena qualche cedimento ai bordi. L'impressione suscitata accostandolo al naso è di un vino che ha ancora molta strada davanti a sé. I profumi sono intensi e variegati, spaziano dai frutti di bosco in confettura (bellissimo e netto il ribes nero, accompagnato dalla mora e dal mirtillo) a pregevoli note speziate di cannella e pepe rosa, cacao ripieno alla frutta. In bocca è pieno e avvolgente, morbido e vellutato nei tannini, ancora ben sorretto dall'acidità e da un fine tocco di sapidità che traspare poco a poco. Equilibrato, mette in risalto un'elegante fusione fra frutto, spezie e rovere, ormai quasi completamente assorbito. La bocca rimane a lungo impregnata dai toni scuri della mora e del ribes che si mostrano ancora straordinariamente vivi e affatto surmaturi; il lungo finale ricorda il legno di liquirizia e il cacao. A coloro che hanno la fortuna di averne qualche bottiglia in cantina, raccomandiamo di aprirne una ora per apprezzarne lo splendido stato di grazia, ma di avere la pazienza di saper attendere ancora qualche anno perché, ne siamo certi, può ancora crescere. |
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Montevetrano
1997 |
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Appena poco più intenso della versione '96, questo Montevetrano mostra un colore che ricorda ancora il rubino più che il granato, forse grazie all'annata decisamente favorevole. Il bouquet trasmette una sensazione di forza e grassezza, di calore e solarità, viaggiando su toni fruttati molto simili alla precedente annata, ma con una punta di vantaggio della mora sul cassis. Si apprezzano poi le note dolci della vaniglia, il cacao, il pepe nero e sul finale una nota appena vegetale, probabilmente del cabernet, che turba appena le complesse e piacevoli sensazioni olfattive. All'assaggio sprigiona tutta la sua classe, intenso, grasso e rotondo, per certi aspetti anche più maturo del '96. I tannini sono praticamente perfetti, già fusi con la polpa del frutto, qui generoso e dolce. Incredibilmente lunga la persistenza, senza sbavature né cedimenti, fedele nel riproporre le sensazioni gusto-olfattive. La presenza del legno è quasi impercettibile. Un piccolo gioiello, ma anche un vino più "facile", grazie alla sua forza, grassezza e rotondità, che gli danno un tocco di internazionalità in più. |
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Montevetrano
1998 |
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Scherzi e stravaganze della natura. Normalmente accade che man mano che si prolunga il tempo di permanenza di un vino in quel piccolo contenitore in vetro da 0,75 litri, una volta stappato, si possano percepire più o meno evidenti sentori di ridotto, di solforosa o, più semplicemente "di chiuso". Questo non è accaduto con i Montevetrano '96 e '97, mentre si è verificato in questa versione. Per fortuna il vino è in perfette condizioni, è stato sufficiente aerarlo per qualche minuto ed eccolo tornare il grande rosso che tutti conosciamo. Il colore appare vivo e luminoso, rubino netto ed impenetrabile, ancora con piccole venature purpuree all'unghia. Si è presto avvolti in bellissime nuances fruttate (c'è anche un delicatissimo tocco floreale di viola) di prugna, mora e ciliegia nera mature, supportate da tocchi vanigliati e speziati ancora in formazione (il cacao è già in bella evidenza). Al gusto è splendido, meno immediato della '97 ma forse, proprio per questo, più elegante, fine ed equilibrato. L'impatto è progressivo e pulito, molto fedele all'olfattiva, con il frutto che non volge ancora alla confettura e si espande con carezzevole dolcezza. Molto buona la persistenza, come sempre precisa e priva di fastidiose amaritudini. |
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Montevetrano
1999 |
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Si presenta di un bel colore granato cupo e concentrato con ricordi rubini; nel calice lascia intravvedere una perfetta sequenza di archetti ben distribuiti e ravvicinati, che dànno luogo a lacrime grasse, rosate e lentissime nel ridiscendere. Al naso non è intenso ma si schiude in progressione, offrendo subito una gradevole nota floreale di viola in via di appassimento, seguita da frutti di bosco quali prugna, fragoline di bosco e cassis, ma sono le spezie a dominare con sensazioni orientali, che ricordano il curry e la cannella, seguiti da liquirizia e pepe, ma anche sottobosco, funghi e toni balsamici. All'assaggio conferma la splendida annata, mettendo in evidenza un equilibrio non comune, tannini magistrali, fitti eppure già polimerizzati, per nulla acerbi, perfetta acidità e struttura elegante. Un piccolo appunto personale: a mio avviso questo vino è fino ad ora il più ricco di personalità e fascino, giovane eppure già grandissimo, forse il meno "marcato" dal grande maestro Cotarella. Il finale è degno di un grande rosso, passa in rassegna con sequenza certosina le sensazioni percepite all'olfatto, arricchite da ulteriori abbellimenti aromatici. |
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Montevetrano
2000 |
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Quello che sbalordisce in questo gioiello enologico (ma considerarlo solo con questa accezione non gli renderebbe giustizia), è la costanza qualitativa da grande rosso che mette in risalto ad ogni annata, come un orologio svizzero, senza il benché minimo cedimento, anzi, è addirittura capace di offrire ad ogni nuovo assaggio sensazioni particolari e caratteristiche di quella specifica vendemmia, crescendo in complessità ed eleganza. E la versione 2000 non fa eccezione, mettendo subito in evidenza un bel colore granato con nuances rubine, non eccessivamente concentrato ma giustamente compatto. I profumi sono di bella intensità, e si aprono con note di viola carnosa, frutti di bosco scuri (prugna, mora, mirtillo, ciliegia nera) che si intrecciano a toni vanigliati e speziati di pepe rosa e nero, seguiti da accenni di cuoio e tabacco. Al palato è intenso e succoso, ben calibrato nei tannini, finissimi come sempre, arricchito da una suadente sapidità e da percezioni balsamiche e mentolate che si offrono al retrolfatto. Il frutto è ben espresso, fresco e al tempo stesso maturo, appena addolcito dal rovere. La persistenza è l'emblema del suo successo, straordinariamente lunga ed avvolgente. |
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Montevetrano
2001 |
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La giovinezza e l'energia di questo vino si riconoscono già dal colore rubino concentrato con ricordi purpurei, luminoso e carico di vitalità. Al naso è splendido, di rara pulizia olfattiva, raccoglie tutta l'esperienza maturata negli anni passati ed evidenzia un'annata particolarmente felice, probabilmente superiore alla decantata '97, almeno da queste parti. Con immenso piacere accostiamo il naso al calice per apprezzarne gli inebrianti profumi, ancora una volta non immediati bensì progressivi e raffinatissimi, che lasciano spazio aperto alle tipiche nuances floreali di viola passita, di frutti di bosco (fragoline, amarena, mora, ciliegia), via via verso toni speziati e balsamici, richiami ancora una volta alla cannella, al sottobosco, al legno aromatico, alla liquirizia dolce, alla vaniglia in un succedersi interminabile di emozionanti scoperte. L'impatto gustativo conferma in pieno la splendida riuscita di questo capolavoro, mettendo in risalto una struttura equilibratissima, tannini nobilissimi ed incredibilmente "smussati" di qualsiasi asperità; perfetto nell'incedere del frutto, qui ancor meglio espresso, dolce, pieno, variegato, ben sostenuto da una vena fresca che "tiene" perfettamente in equilibrio la massa del vino. Ancora una volta la persistenza è interminabile, complessa, ricca di suggestioni che ci lasciano desiderosi di nuove, inebrianti avventure. Vi consigliamo di affrettarvi ad acquistarne almeno una bottiglia, ne vale davvero la pena. Roberto Giuliani
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