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E'
indiscutibile, la convention internazionale che si svolgerà ad Alba dal 9 al 12
marzo 2006, che vedrà il nebbiolo protagonista di convegni scientifici,
congressi e degustazioni, è uno degli eventi più importanti e irrinunciabili,
che vede coinvolte tutte le zone del mondo dove questo vitigno viene coltivato:
Langhe e Roero, Alto Piemonte, Valtellina, Sardegna, Australia, California,
Sudafrica, Messico, Virginia e Oregon. Tutto questo è possibile grazie
all'impegno congiunto del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e
Roero, del Consorzio di Tutela vini di Valtellina, del Distretto
dei vini di Langhe, Roero e Monferrato, delle Enoteche Regionali del
Barolo e del Roero, della Camera di Commercio e dei numerosi enti che
hanno collaborato alla realizzazione dell'evento, giunto alla seconda edizione.
Numerose le aziende partecipanti, con ovvia prevalenza di quelle di Langhe e
Roero, ma non era materialmente possibile che tutti i produttori fossero
presenti. Era necessario, per quanto spiacevole, imporre dei limiti per
inevitabili ragioni di spazio, sebbene il numero di produttori sarà notevolmente
superiore rispetto alla precedente edizione valtellinese del 2004. Non è quindi
il numero dei partecipanti il problema ma, come ha giustamente fatto notare in
un suo articolo e sul suo
blog il
giornalista Franco Ziliani, una questione di "criteri adottati per
decidere quali aziende (e quali vini) fare partecipare alle degustazioni".
Inizialmente, lo stesso presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba
Langhe e Roero Giovanni Minetti aveva stabilito un numero massimo di 40
inviti, dando priorità di partecipazione ai produttori
associati, criterio adottato anche dal Consorzio di Valtellina. Ma se in
Valtellina 40 inviti rappresentano un numero ben superiore a quello degli
associati, tale da offrire con certezza a tutti di essere presenti alla
convention (e infatti saranno presenti 15 aziende), lo stesso non si può dire
per coloro che producono nebbiolo in Langa. Secondo quanto riferito da Minetti, i
40 partecipanti sarebbero risultati coloro, fra i consorziati, che per primi avrebbero risposto
all'invito.
Ci troviamo di fronte a un evento a carattere
internazionale, che avrà una visibilità ben oltre i confini nazionali, e sarebbe
lecito aspettarsi la partecipazione delle migliori aziende albesi, di tutti
coloro che hanno fatto la storia del nebbiolo e che non dovrebbero assolutamente
mancare a un evento di questa portata. Proprio per questo motivo Giovanni Minetti
ha preferito non porre più il limite a 40 partecipanti e consentire anche ai non associati al Consorzio
di fare richiesta di iscrizione all'evento. Infatti la schiera degli aderenti si
è decisamente ampliata raggiungendo quota 77 (e potrebbe aumentare ancora), ma a questo punto viene da
chiedersi come mai nella lista continuano a non comparire aziende di rilievo
assoluto, che dovrebbero rappresentare la crème della qualità langarola? Sarebbe
importante ottenere una maggiore chiarezza sulle motivazioni di queste assenze,
magari dai diretti interessati. Una convention internazionale, che viene
organizzata ogni due anni e coinvolge produttori di vino da uve nebbiolo
provenienti da ogni
parte del mondo, appare (ed è) un evento imperdibile. Cosa spinge lor signori a
restarne fuori?
Roberto Giuliani
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