|
|
Esame visivo: Cristallino,
rosso amaranto lucente quasi violaceo, vivace, segno di buona vitalita' ed acidita',
lacrime che ben si attaccano al bicchiere e ridiscendono fitte e
lente: abbastanza consistente /consistente. Esame
olfattivo: Si apre al naso con sentori
floreal-fruttati-speziati di viola mammola ancora fresca, di ciliegia
rossa e di frutti di bosco rosso-violacei quali lamponi e mirtilli; un
po' di tostato di cacao; le speziature sono di liquirizia dolce stile "tabaccaio
d'altri tempi" e di noce moscata. Una piacevole nota
balsamica di alloro. Complesso, persistente, eccellente. Esame gustativo: Secco,
di media struttura alcolica e polialcolica, sono la sua fragranza e
freschezza che colpiscono piacevolmente il degustatore, la stoffa
tannica, gia' vellutata potra' ancora smussarsi. Nerbo verace e
contadino, il Chianti si fa riconoscere, ma accattivante, piacevole e
coinvolgente: il Chianti si fa riconoscere. Restano a lungo le
sensazioni gusto-olfattive, che non stancano anzi, si ha voglia di
rinnovare.
Stato evolutivo: Quasi pronto.
Giudizio finale: Franco
e grande insieme, si lascia bere e gratifica, "vale una
cirrosi" ha detto qualcuno di noi in preda all'euforia
Dionisiaca. "Evviva il Chianti", aggiungiamo, quando
si ha la fortuna di trovarlo come dev'essere. I discorsi sulla perdita
di personalita' di alcuni Chianti lo rimandiamo a qualche editoriale
prossimo-venturo. Adesso abbiamo voglia di gioire con questo
capolavoro che splendidamente festeggia i 900 anni di Dievole. Auguri!
|
|