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Il
mese di aprile ci trova di fronte a due interessanti novità editoriali
dedicate a vino e dintorni: "Il Mio Vino" (editore Il Mio Castello s.r.l.
- Milano), e "Terre del Vino" (edita da Ci.Vin s.r.l. -
Siena), che sostituisce
"Vino&Città", la rivista per abbonamento dell'Associazione
Nazionale Città del Vino. Ambedue le pubblicazioni hanno periodicità
mensile, ma differiscono nella scelta degli argomenti; "Il Mio
Vino" punta principalmente a fornire informazioni, consigli,
suggerimenti, curiosità che interessano il mondo del vino, con una
formula in grado di soddisfare sia il principiante che il lettore più
esperto. "Terre del Vino" ha un'indirizzo, invece, di tipo
enogastronomico, volto a proporre quanto di meglio offre questo
settore.
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Sfogliando
questa rivista, troviamo un ampio articolo dedicato al Montepulciano
d'Abruzzo, accompagnato da splendide foto e preziose informazioni sulla
storia di questo vino, sul disciplinare, sulle caratteristiche del
vitigno, sui possibili abbinamenti e, in chiusura, dalla descrizione delle
principali etichette in commercio con il miglior rapporto qualità-prezzo,
di quelle su cui scommettere e di quelle da non perdere. Nelle pagine
successive si susseguono molte notizie e informazioni utili, passando dal
drop-stop al decanter, dal cavatappi al tastevin, dalla scelta del
bicchiere ai consigli sulla cantina ideale. Man mano che si va avanti, ci
si rende conto che un lettore alle prime armi ha la possibilità, grazie
ai numerosi argomenti proposti in modo descrittivo e non troppo tecnico,
di poter apprendere un notevole numero di informazioni, quasi come fosse
un piccolo corso; ad esempio è molto utile l'articolo sui colori del
vino, corredato dalla tabella utilizzata dall'Associazione Italiana
Sommeliers, oppure quello su come stappare correttamente una bottiglia,
con tutte le fasi descritte fotograficamente, o ancora "Come si legge
l'etichetta". Inoltre, ogni mese, la rivista dedica un articolo ad un
produttore (in questo numero è protagonista Dievole, l'azienda toscana di
cui anche noi abbiamo parlato nella nostra rubrica sui produttori). Per
finire vogliamo citare la rubrica "Andare per cantine", nella
quale vengono descritte, suddivise per regione, numerose aziende vinicole,
i loro vini, come arrivarci e gli orari di visita. Vi sono ancora molti
altri articoli interessanti, ma ci sembra giusto lasciare a voi il piacere
di scoprirli. Il prezzo è accattivante: solo 3 euro.
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Viaggiare,
bere, mangiare, vivere meglio; questo sottotitolo esprime chiaramente
qual'è la filosofia di questo editoriale. L'enoturismo sta riscuotendo un
sempre maggiore successo, la nascita di numerose "strade del
vino", manifestazioni come "Cantine aperte", il Vinitaly,
sono diventati elementi trainanti per tutti coloro che vogliono in qualche
modo partecipare a questa travolgente moda del "vivere il vino".
La rivista apre con una serie di news sulle attività e iniziative che si
svolgono sul territorio nazionale, seguita da un interessante articolo sul
bere bene e mangiare sano come nuova frontiera per giornali e televisione,
all'interno del quale si parla anche del primo salone delle strade del
vino e dell'olio che è stato organizzato al Vinitaly. Nelle pagine
successive si passa alla descrizione delle varie feste e sagre che si
svolgono durante il mese nei vari comuni italiani. Un ampio articolo è
dedicato alla trasmissione "Quelli che il calcio", ribattezzata
dalla rivista "Quelli che il vino" grazie alla finestra sul
mondo dell'enologia italiana condotta da Bruno Pizzul. Si parla poi del
Soave Superiore, la nuova docg che vedrà aperte le prime bottiglie a
marzo del 2003. Nella rubrica "In vino veritas", Paolo Massobrio
fa una dissertazione sulle guide vinicole italiane: abolirle o no? Si
parla poi della Maremma e delle sue doc, si ripercorrono le strade del
mitico commissario Montalbano, si descrive molto dettagliatamente uno dei
numerosi itinerari enologici: la strada del vino dei Colli Piacentini.
Poi, come si addice ad una rivista toscana, si parla di Brunello e di
Chianti. Insomma c'è davvero tanto da leggere e imparare. Diamo il nostro
benvenuto a queste due nuove riviste, sperando che riescano a mantenere le
promesse qualitative del numero d'esordio.
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