Dolcetto di Diano D'Alba "Sorba"

Riceviamo da parte della
 Azienda Vitivinicola Oddero Massimo
 e volentieri pubblichiamo

DOLCETTO: PER WINE SPECTATOR IL MIGLIORE E’ IL "SORBA" ‘99

E’ appena iniziata la scuola, ma per il prestigioso mensile americano si danno già le pagelle ed il Dolcetto della Massimo Oddero è promosso a pieni voti

Per un’azienda sita in Diano d’Alba, una delle undici doc del Dolcetto, non si poteva sperare nulla di meglio: infatti per il secondo anno consecutivo Wine Spectator, la nota testata americana, ha giudicato il Dolcetto "Sorba" il migliore tra quelli degustati.

Nel numero di Ottobre il giornalista James Suckling indica sei produttori scelti in rappresentanza del meglio dell’enologia, per quanto concerne questo vitigno, e tra questi compare, per il secondo anno, l’azienda Massimo Oddero. Anche quest’anno il suo "Sorba" ha ottenuto 90/100, il punteggio più alto tra i Dolcetto assaggiati.

"Una sorpresa in un certo senso, - afferma il titolare - anche se già l’anno passato, su questa rivista, i nostri vini avevano avuto punteggi decisamente alti".

Il "Sorba", nato dall’omonimo cru, si presenta ricco e fruttato; viene vinificato in purezza, e, imbottigliato dopo un anno di permanenza in acciaio, si affina ancora per circa 3-4 mesi in bottiglia.

E’ un Dolcetto raffinato, ma vigoroso vista la grande struttura conferitagli dal terreno; la produzione di sole 6000 bottiglie ha consentito di seguire con grande cura la nascita del "Sorba". Infatti l’omonimo cru ha un’estensione pari ad un solo ettaro e la resa è limitata a 55 quintali di uva.

La piccola azienda negli anni ha fatto una scelta di qualità, e vinifica ed imbottiglia solo le uve dei propri vigneti, da quando, nel 1967, il proprietario decise di prendere le redini della produzione.

Una filosofia di lavoro questa che è stata premiante anche per Wine Spectator, il quale già nel 2000 aveva assegnato ottimi punteggi ai vini della Massimo Oddero, in particolare al Dolcetto "Sorba" (90/100) ed al Rosso del Notaio (87/100).

Fra tre anni potremo verificare se anche il Barolo appena vendemmiato raggiungerà gli stessi apici!