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Ancora sugli OGM: il documento dell'Associazione Vignaioli Piemontesi


Ormai consapevoli dell'inarrestabilità del processo che ha dato il via alla commercializzazione di prodotti alimentari trasformati geneticamente (vedi mais, soia, patate ecc.) e preso coscienza della forte probabilità che le stesse metodologie verranno applicate prima o poi anche alla vite, l'Associazione Vignaioli Piemontesi ha inviato un documento nel quale intende proporre, agli organismi responsabili sotto citati, un intervento legislativo finalizzato al controllo e alla sperimentazione, per almeno 10 anni, prima di consentire la commercializzazione di materiale viticolo geneticamente modificato. Pubblichiamo per esteso il documento, che riteniamo primo e non unico passo per tentare di arginare la dilagante ed irresponsabile corsa tecnologica nel settore merceologico, che già sta dando seri problemi alla salute dei consumatori. Riteniamo che sia necessario mantenere aperto il dibattito sugli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), proprio perché, come sempre accade, ogni nuovo avvenimento tende a finire col tempo nel dimenticatoio. 

 

 

Al Presidente della Commissione Europea Romano Prodi

Al Commissario Europeo per l’Agricoltura Franz Fischler

Al Ministro per le Risorse Agricole Alfonso Pecoraro Scanio

Ai rappresentanti piemontesi al Parlamento europeo e al Parlamento italiano

Ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica

 

 

COMMERCIALIZZAZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE VEGETATIVA DELLA VITE: LE PROPOSTE DELLA “VIGNAIOLI PIEMONTESI Soc. Coop. a r.l.”

 

In merito alla proposta di autorizzare la commercializzazione di materiale viticolo geneticamente trasformato, di cui alla proposta di direttiva 6078/00 COM(2000), affermiamo con fermezza la nostra contrarietà all’assunzione di decisioni da parte del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura d’Europa su una materia tanto importante, senza un’ampia consultazione del settore produttivo. A tal fine chiediamo che:

 

  1. Nessuna decisione in merito alla commercializzazione di materiale viticolo geneticamente modificato sia assunta in sede di Commissione senza un preventivo e chiaro pronunciamento del Parlamento Europeo.
  2. Sia sancito l’obbligo di effettuare non meno di dieci anni di sperimentazione, sulla base di un protocollo minimo finalizzato all’analisi del rischio, prima di immettere sul mercato materiale viticolo geneticamente trasformato. Tale sperimentazione deve prendere in esame gli eventuali pericoli per la salute dell’uomo, le caratteristiche dei vini prodotti dai vitigni modificati con particolare riguardo all’eventuale perdita di caratteri varietali e di tipicità, e la suscettibilità delle viti trasformate a contrarre fitopatie anche non ordinarie.
  3. Si vieti espressamente agli stati membri di finanziare ricerche finalizzate ad abbreviare il ciclo vegetativo della vite europea attraverso la trasformazione genetica. Ciò a tutela della produzione vitivinicola tradizionale dell’Europa meridionale.
  4. Si introduca l’obbligo di etichettatura specifica  per i materiali geneticamente modificati.
  5. Per i vini prodotti anche in parte da viti geneticamente modificate si preveda l’obbligo di una dichiarazione in etichetta.
  6. Per i v.q.p.r.d. si preveda l’obbligo che l’utilizzo di viti geneticamente modificate sia autorizzato dai singoli disciplinari di produzione.
  7. Si invitino espressamente gli stati membri  a proseguire le ricerche sul miglioramento genetico attraverso strumenti tradizionali e in gran parte ancora da sviluppare e perfezionare, quali la selezione clonale, l’incrocio, la micropropagazione, l’innesto verde, prevedendo all’uopo misure specifiche di finanziamento.
  1. A tal proposito si chiede che la Commissione acceleri l’iter per un nuovo regolamento che preveda l’unificazione dei protocolli di controllo sanitario per l’ammissione all’omologazione dei nuovi cloni di vite. La situazione attuale penalizza fortemente l’Italia, per il maggior rigore rispetto ad altri paesi sulla ricerca di virus, un rigore che giudichiamo persino eccessivo per i suoi effetti negativi sulla conservazione della biodiversità in viticoltura, mentre in altri paesi europei tali controlli appaiono largamente insufficienti. In assenza di tale uniformità di comportamento saremo costretti a mettere in discussione la libera circolazione del materiale vivaistico all’interno dell’Unione non ritenendo sufficiente l’attuale passaporto sanitario.
  2. Per l’introduzione di microrganismi geneticamente modificati (lieviti o batteri) per enologia, o enzimi prodotti da OGM, valga la stessa moratoria di dieci anni prevista al punto 2 e la stessa obbligatorietà di un unico protocollo sperimentale minimo a livello europeo per la valutazione dei rischi, con particolare riguardo a quello della dispersione nell’ambiente.

Castagnito, 19 dicembre 2000

Che cos'è l'Associazione Vignaioli Piemontesi:

L'associazione Vignaioli Piemontesi è nata il 31.12.1996 dalla fusione della Piemonte Asprovit e della Viticoltori Piemonte. E' attualmente la più grande associazione regionale d'Italia, riconosciuta dalla Comunità Europea, di produttori vitivinicoli: riunisce 53 cantine cooperative e oltre 1400 aziende agricole singole, per un totale di circa 13.000 aziende vitivinicole. La produzione delle aziende associate é pari a circa 1.100.000 ettolitri all'anno, che rappresentano quasi il 40 % della produzione regionale di vino. L'associazione è dotata di una rete di dodici tecnici specializzati in viticoltura ed enologia, che opera in prevalenza su progetti finalizzati, relativi in particolare a viticoltura eco- compatibile, progettazione nuovi impianti, (a questo proposito l'associazione ha anche una sua sezione vivaistica), introduzione dell'innovazione tecnologica, caratterizzazione dei vini a DOC e zonazione viticola, sistemi di qualità aziendale. La Vignaioli Piemontesi fornisce ai soci tutte le informazioni relative alla legislazione vitivinicola regionale, nazionale e comunitaria, aggiornandoli sulle modifiche e le novità. Presta inoltre assistenza tecnica per la predisposizione di pratiche, ricorsi e per ogni altra esigenza di tipo amministrativo. Il servizio opera inoltre, in stretto rapporto con gli uffici pubblici preposti, alla stesura delle bozze di revisione dei disciplinari di produzione, all'elaborazione di proposte di legge, e di modifica delle leggi esistenti in base alle esigenze del settore.

Presidente: Giulio Porzio

Direttore: Gianluigi Biestro

Vice Direttore (Settore Tecnico): Maurizio Gily

Tecnica Viticola: Daniele Dellavalle

Settore Legislativo: Giulio Castagno

Amministrazione: Silvana Baldi

Segreteria: Teresina Flori

Roberto Giuliani