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Un ennesimo segnale di rinnovamento, sia in termini di immagine che di qualità, il Consorzio Tutela Vini Oltrepo
lo ha dato domenica 14 maggio organizzando presso la Certosa Cantù di Casteggio la manifestazione Oltrecentovini.
Duplice il compito della rassegna, da un lato inaugurare ufficialmente il Caveau d'Oltrepo, un autentico "archivio"
della migliore produzione enologica dell'Oltrepo, nato circa 12 mesi fa con lo scopo di selezionare vini di ogni
singola azienda associata al Consorzio Tutela Vini Oltrepo tramite degustazioni e relative valutazioni svolte da
esperti selezionati dal Consorzio. In questo primo frangente il principale selezionatore delle etichette meritevoli
è stato Francesco Beghi, collaboratore tra l'altro della prestigiosa Guida dei Vini d'Italia del Gambero Rosso, che
ha speso buona parte del suo tempo libero per conoscere i produttori visitando personalmente le varie aziende al
fine di avere una conoscenza il più possibile completa del prodotto selezionato.
Splendida la cornice che gli
organizzatori hanno regalato ai numerosi appassionati che nel pomeriggio hanno preso d'assalto i cinque banchi
d'assaggio allestiti all'interno della Certosa Cantù, costruita nel XVII secolo dai monaci di S.Brunone ed
attualmente di proprietà comunale grazie al lascito della famiglia Cantù. Molto variegata la tipologia dei vini
in degustazione, tutti alla ricerca di una qualità decisamente molto buona che quasi nulla hanno a che vedere con
l'immagine "frizzante e beverina" che gli appassionati possono avere di questa zona vitivinicola.
La carrellata di
assaggi non poteva non iniziare dagli Spumanti Metodo Classico a base di Pinot Nero, una ventina di bottiglie metà
dele quali millesimate, con punte dell'89 fino ai più recenti 2003. Il tour è proseguito al banco dei Vini bianchi
da invecchiamento, dove i Riesling renani l'hanno fatta da padrone e dove si sono scovate autentiche nicchie come
dei Pinot Grigio tardivi, caratterizzati come alcuni Riesling dagli attacchi della "botrite", un Sauvignon e
addirittura un Muller Thurgau. Gli assaggi sono stati intervallati da degustazioni di ottimi insaccati e formaggi
dell'Oltrepo, altro aspetto gastronomico di questa zona tutt'altro che da sottovalutare. Grande spazio quindi alle
uve che da sempre caratterizzano questo territorio, ovvero Croatina e Barbera, in purezza o assemblate tra loro per
creare, insieme all'Uva rara, il vino Buttafuoco. Qualità anche in questo caso molto buona, con annate che spaziavano
dal 2000 al 2004, tutte perfettamente identificabili poiché caratterizzate dagli andamenti climatici: ricchi di
alcool e struttura i 2000 e i 2003, più acidità presente nel piovoso e freddo 2002, fine e di grande eleganza il 2001,
ancora giovane ma dotato di ottime potenzialità il 2004.
Il giro di assaggi tornava quindi a far visita al vitigno
Pinot nero, questa volta vinificato in maniera tradizionale per esprimere anche in questo caso le potenzialità di
queste colline per creare dei vini in alcuni casi antagonisti ai più blasonati "pinot nero" dell'Alto Adige. Per
concludere una mezza dozzina di vini passiti, Moscato soprattutto ed un paio di Malvasia, a mio avviso l'espressione
meno riuscita del territorio, con gusti che spaziavano a 360° dal secco e carico di acidità al quasi mieloso con
forti residui zuccherini.
Nel complesso un'ottima manifestazione ben organizzata dal Consorzio Tutela Vini Oltrepo in un luogo crocevia delle
direttrici ovest-est così come nord-sud, facilmente raggiungibile così da Torino, Milano, Verona o Piacenza, che verrà
riproposta il 18 giugno ed il 3 settembre.
Luciano Pavesio
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