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Degustare un vino da uve Chardonnay passite non è cosa di tutti
i giorni, e già è condizione sufficiente per acquistarne una
bottiglia, quantomeno per soddisfare la propria curiosità e/o la
propria sete di conoscenza... se poi è anche buono meglio ancora!
Questo di Ricci Curbastro si presenta di un bel giallo oro con
sfumature topazio ed una consistenza tale che si "attacca"
sui bordi del bicchiere, scendendo con lacrime larghe e
lentissime. Per ottenere un vino che fa 14,5° di alcool
mantenendo un corredo zuccherino tale da far sì che resti dolce (45
gr/l), con un calcolo approssimativo possiamo dire che bisogna fare un
vino da più di 17° alcolici potenziali: lavoro severo in vigna, appassimento
delle uve su graticci di canne (se vengono attaccate dalla muffa
nobile meglio ancora), ripetute selezioni durante l'appassimento.
Al primo impatto olfattivo viene su' una bella pera kaiser matura,
profumata e non legnosa, man
mano che la temperatura del vino aumenta il frutto diventa tropicale e
oro-topazio come il colore: mango e papaia. Noi si continua ad annusare,
ed i profumi si addolciscono: uva spina ed uva passa, burro ed un pizzico
di vaniglia, l'insieme ricorda un po' un buon panettone. C'è anche
dell'ottima confettura di fichi.
Al gusto vien fuori la sua stoffa molto spessa e setosa... tappeto di
seta; si presenta dolce, abbastanza
caldo/caldo, morbido e ben supportato da nota acida e lieve nota
sapida così che appaghi senza stancare. Il finale è lungo ed
avvolgente... molto sui generis come vino passito, molto ben
eseguito, sfiora l'eccellenza.
Servitelo fresco con formaggi erborinati tipo gorgonzola, anche
piccante; pangiallo romano, panpepato, dolci fatti in casa in genere ed anche da solo come vino da
meditazione.
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