|
|
Esame visivo:
Limpido, rosso rubino intenso e
profondo tendente all'amaranto, di grande concentrazione, ben poco
trasparente, appena sull'unghia che è comunque "corta", marca
il suo passaggio sui bordi del bicchiere lasciandolo grasso e rosaceo,
formando archetti abbastanza fitti che scendono in lacrime decisamente
larghe ed abbastanza lente/lente: quasi consistente. Esame
olfattivo: Impatto intenso e deciso di ciliegiona
nera pugliese, se ne producono tante in Puglia come la frutta in genere.
Ciliegia sotto spirito. Ma anche frutta secca e toni balsamici quali
quelli dei fichi secchi profumati con alloro. Frutta secca in genere e
note tostate e ben grasse di cioccolato, speziatura dolce di vaniglia.
Evoluzione verso toni terziari, netto dopo l'ossigenazione il profumo di
cipria stile "beauty-case della zia", di grande eleganza.
Complesso e di qualità olfattiva tendente all'eccellenza.
Esame gustativo: Secco
con lieve residuo zuccherino,
abbastanza caldo/caldo e quasi morbido, media acidità a bilanciare le
sensazioni gustative che si rivelano in pieno equilibrio, tanto tannino in
evidenza e si tratta del tannino della migliore qualità: tondo e ben
smussato dall'importante presenza glicerica. In bocca sprigiona tutta la
sua potenza mostrandosi opulento ed invadendo con i suoi intensi profumi
tutta la cavità retronasale. I profumi suadenti ricalcano le sensazioni
olfattive e regalano un finale fruttato e scuro di ciliegia nera matura,
cioccolato ed infine vaniglia. Persistente ed anche qui quasi eccellente.
Stato evolutivo: Quasi maturo.
Giudizio finale: Caldo
e franco proprio come un salice salentino, la tipicità è ben
riconoscibile e ciò è indice di grande qualità. Ha racchiuso in se
stesso il sole del nostro sud e ce lo ripropone nel bicchiere di
degustazione, per allietare le nostre serate invernali. Ben dosato l'uso
del legno che assolutamente non copre, ma accompagna piacevolmente, il
tanto frutto presente nel vino. Esce dalla Cantina Due Palme già pronto
per la migliore beva, non c'è bisogno di lasciarlo invecchiare, è buono
da subito fin tranquillamente al 2005. Servire a 16÷18°, avendo cura di
stappare la bottiglia 30÷60 minuti prima di servire in bicchieri molto
ampi, bene nei bicchieri da Hermitage/Syrah.
Abbinamenti:
Con la sua morbidezza può accompagnare le carni più tipiche, anche cotte
alla brace riuscendo a smussare eventuali durezze delle parti più
abbrustolite. Selvaggina sia da pelo ma ancora meglio da piuma, agnello ed
anche castrato alla brace, arrosticini di pecora. Formaggi stagionati ed
anche piccanti... non ha paura di niente.
|
|