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La donzelletta vien dalla
campagna in sul calar del sole
col suo fascio dell'erba e reca in mano un mazzolin di rose e viole...
Chi da piccolo ha visto donne tornare dal lavoro nei campi, avrà forse
notato che esse spesso tornavano a casa con dei fiori, non fiori di campo
ma fiori piantati espressamente in alcuni angoli dell'orto o della
vigna. Portarne a casa era piacevole per dare un tocco di
femminilità alla casa stessa, per aulire la sala da pranzo (il salotto presso certe classi sociali non esisteva ancora), per ornare al
dì di festa il petto e il crine e forse anche per decorare il
tradizionale altarino domestico con il lumino e le foto dei morti di famiglia.
Non era solo questo
il motivo della presenza dei fiori nella vigna. Per esempio, la rosa ed il
giaggiolo, ancora oggi piantati ai capi dei filari delle viti, servono da
campanello di allarme in quanto, vegetando in anticipo, cominciano a
soffrire delle malattie che affliggono la vite quali la peronospora e
l'oidio, in anticipo, cosicché il vignaiolo accorgendosene, possa
intervenire tempestivamente in vigna con gli appositi trattamenti,
salvandola. I fiori inoltre attirano gli insetti, e se l'insetto si
distrae con i fiori ci sono probabilità che non vada ad importunare
l'uva... insomma...
Evviva i fiori, coadiuvanti dell'agricoltura biologica!
Maurizio Taglioni
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