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Grandi vini quelli proposti
giovedì scorso agli operatori romani da 24 tra le migliori aziende
vinicole del Sud. Un evento organizzato da Wine Premium Academy, che
ha come oggetto la selezione di case vinicole che rispondono a
parametri qualitativi previsti da Food Institute.
Un premio ai migliori vini italiani ed un supporto alla loro immagine.
Le aziende del Mezzogiorno d'Italia premiate per i vini rossi,
alla data del 30 aprile 2003, sono 98 ed operano nelle seguenti
regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise,
Puglia, Sicilia e Sardegna.
Il 15 maggio 2003 a Roma, nell’esclusivo Westin Excelsior Hotel di Roma che caratterizza l’affascinate veduta di Via Veneto, una delle strade più famose del mondo,
ha appunto avuto luogo la prima degustazione de "I vini Rossi del Mezzogiorno d’Italia".
Finalità dell'evento è stata quella di dare adeguata visibilità ai vini Rossi del Sud d'Italia,
ed a tal proposito sono state selezionate quindici prestigiose case vinicole espressione della selezione Wine Premium Academy:
Argiolas - Serdiana (CA)
Cantina del Taburno - Foglianise (BN)
Cantina Sociale di Gallura - Tempio Pausania (SS)
Cantina Tollo - Tollo (CH)
Cantine del Notaio - Rionero in Vulture (PZ)
Caputo - Teverola (CE)
Casal Pilozzo - Monteporziocatone (RM)
Casale del Giglio - Le Ferriere (LT)
Duca di Salaparuta - Casteldaccia (PA)
Falesco - Montefiascone (VT)
Farnese - Ortona (CH)
Firriato - Paceco (TP)
Lento - Lamezia Terme (CZ)
Rivera - Andria (BA)
Tasca d'Almerita - Palermo (PA)
L'evento
si è svolto su due binari contemporaneamente, quello della degustazione
dei Vini Rossi presentati e quello dell'incontro delle Case vinicole con gli operatori culturali e i giornalisti presenti.
Moderatore dell'incontro Andrea Sturniolo, direttore didattico dell’International Wine Academy di Roma.
Varie le tematiche affrontate, tutte riguardanti il profondo
cambiamento in atto nel Mezzogiorno vitivinicolo, quali il progressivo
passaggio produttivo da una tipologia da taglio ad una di qualità; la
cosidetta perdita della tipicità che, intesa come "non
produzione" di vini troppo a lungo e forse giustamente definiti
"cotti" non può essere altro che bene accetta; l'uso, a
volte intelligente a volte meno dei vitigni internazionali che in
molti casi debbono essere ancora considerati in una fase sperimentale
o di rodaggio. Oltre ad Andrea Sturniolo sono intervenuti:
Lucio Tasca D’Almerita presidente dell’Asso Vini Siciliana, Antonio Santarelli per Casale del Giglio e presidente delle Vigne del Lazio, Nicola Caputo per la Casa vinicola Caputo e Valentino Sciotti per la Casa vinicola Farnese.
Per ulteriori informazioni:
http://www.culturadelconvivio.it/irossi/
Maurizio
Taglioni
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