_nella
vertigine di una goccia_
Scendo
morbido nei sospiri di un corpo amante,
e avvolgo in
quei dintorni assetati
la mia
essenza affinata da un tempo maestro;
nell'estro
bagnato da sorsi profondi
un armonioso
assaggio
si disperde
in un miraggio
dove invito
all'esistenza fra incanti e poesie.
Scendo
morbido nei sospiri di un corpo amante
che lascivo
ascolta muovermi nei suoi labirinti.
Condisco
eterno il ricordo di una vertigine,
si riascolta
prigioniera libera
custodita nel
tempio soave
fra sguardi,
sospiri
e sensazioni
tornate leggere.
Fluido m'inseguo
e nel calice
incontro il mio corpo adagiato,
cullato in un
cristallo che espone il quadro dei miei colori.
Fluido mi
trovo
e dolce seta
scivolo,
volo sulle
corde di una voce che decanta il mio essere.
E io mi perdo
a cercare parole
che il vino
nutre di una linfa vitale;
mi perdo a
distillare quei versi
che il vino
puņ creare o disfare;
mentre noi
siamo un volto
e una piccola
folle sostanza:
tenera offre
piacere
a chi nel
sapore vuole bagnare
la sua
inebriante esistenza.
Francesco
Petruccioli
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