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Un tempo nella mia Toscana si usciva in frotte per la scampagnata. Poi su
tovaglie linde di bucato
una ruota di pane contadino esaltava invitante l'appetito.
Un boccale
di Chianti
innaffiava robusto baccelli freschi e cacio pecorino. Nostrano vanto di
sapido gusto,
tratto da sani armenti che brucavano ingordi l'assenzio delle crete erbe
rade, sapori della terra.
Amari fior di cardo
messi a presura dagli abili pastori per il caglio. Rochi si espandevano i
canti
e sfrenate le danze. Baci furtivi carpiti a gote timide, accaldate
favorivano amori
stemperando al rezzo della sera i nostri intensi giovanili ardori.
M.Teresa Santalucia Scibona
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