Premessa Le numerose richieste che sono
pervenute dai nostri lettori, ci hanno spinto a "rinfrescare" questa rubrica
che, mai come oggi, potrebbe rivelarsi un utile riferimento per tutti coloro
che, appassionati o solamente curiosi, desiderano acquistare vini di qualità
a prezzi "possibili". Sappiamo ormai fin troppo bene quanto male abbia fatto
al mercato del vino italiano l'eccesso di entusiasmo da parte di gente con
l'anima più imprenditoriale che contadina. Sappiamo con altrettanta
chiarezza che la crisi economica ha colpito gran parte degli italiani,
costretti a correre ai ripari, cercando di ridurre le spese più o meno
superflue, compresa ovviamene quella del vino, bevanda assai gradevole ma
non indispensabile. Gli anni Novanta hanno rappresentato un'occasione
ghiotta per gli esperti di marketing e di media, che hanno sapientemente lavorato
per creare il vino-immagine, l'oggetto di culto, pompato da guide, riviste e
addirittura trasmissioni e telegiornali nazionali, con l'obiettivo di
spingere sprovveduti (ma anche esperti, ahimè) consumatori ad acquistare
vini, il cui prezzo veniva regolarmente "riveduto" non appena vincevano
bicchieri, grappoli, stelle e simboletti vari, come illusoria promessa di
appaganti piaceri dei sensi. Il vino come oggetto e non più come soggetto,
al pari del cellulare e dell'automobile, con la differenza che né il
cellulare, né l'automobile si consumano in un giorno.
Era inevitabile, con
queste premesse affatto lungimiranti, che il mercato del vino avrebbe avuto
un inesorabile tracollo. Non prendiamoci in giro, chi racconta che si tratta
di una semplice "flessione", si illude che il consumatore di oggi sia
sprovveduto come allora. Le cose non stanno così: chi si è lasciato
trascinare
nel vortice di corsi, manifestazioni, degustazioni guidate, feste del vino,
fiere e sagre, ha anche avuto tempo e modo di "prendere coscienza", ha
imparato a distinguere, si è fatto una cultura...e si è smaliziato. Il
cult-wine non incanta più, anzi, annoia! Basta guardarsi intorno, girare per
enoteche e ristoranti, per rendersi conto che la maggior parte dei vini di
fascia medio-alta, che siano i famosi supertuscan o i Nero d'Avola siciliani
che scimmiottano i merlot, rimangono invenduti, mettendo in seria difficoltà
l'intero settore, e in particolare quei produttori che avevano iniziato
l'attività vinicola in quegli anni e, annebbiati da un immediato successo,
hanno creduto di poter vendere i loro vini, senza una salda tradizione alle
spalle, allo stesso prezzo di un Sassicaia o di un grande Barolo. Ora,
nonostante la pacchia sia finita, molte aziende continuano a seguire
filosofie ancora legate a speranze di gloria attraverso il "rinnovamento"
di stile di tipologie che, fino ad oggi, hanno rappresentato al meglio la
tradizione vinicola italiana. Rinnovamento che di nuovo non ha nulla, bensì
è improntato ancora all'emulazione di prodotti internazionali che, oltre ad
essere estremamente simili nella mancanza di originalità, continuano a
peccare di eccesso di colore, opulenza, pesantezza e prezzo. Ovviamente il
mondo del vino non è tutto qui, ci sono realtà diverse e intelligenze
diverse, e noi ci auguriamo che il futuro ci riservi ancora belle sorprese,
ma con i piedi ben piantati per terra.
Le degustazioni che vi presentiamo
sono distribuite in base alla data di pubblicazione, partendo dall'alto (la
più recente). Avendo appena aggiornato l'elenco, i vini sono ancora pochi,
ma sarà nostro compito aggiornarli frequentemente. Se desiderate farci
critiche, dare suggerimenti o tenere vivo il dibattito sull'argomento
esprimendo la vostra opinione non esitate a scrivere a
lavinium@lavinium.com.
fasce di prezzo in euro
A = fino a 5;
B = da 5,01 a 7,50;
C = da 7,51 a 10;
D
= da 10,01 a 15; E = da 15,01 a 25;
F = da 25,01 a 50;
G = oltre 50
corrispondenza valutazione chiocciole/centesimi
@ = da 71 a 75;
@@ = da 76 a 80;
@@@ = da 81 a 85;
@@@@ = da 86 a 90;
@@@@@ = da 91 a 100