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E' la storia di quel ragazzo che, non riuscendo a saltare in groppa al somaro,
prega il Santo affinché gli dia la forza di saltare abbastanza in alto da
potervi riuscire. Accade però che dopo aver pregato, il ragazzo salti troppo,
al punto da cadere dalla parte opposta della mansueta bestia. Si rivolge allora
di nuovo al Santo con l'espressione in oggetto.
Anche quest'anno mi sono comprato la Guida con la "V" maiuscola:
"I Vini di Veronelli", che considero sempre la migliore tra le guide
cartacee in commercio, non foss'altro per la mole di riferimenti storici che vi
si trovano. In prima pagina leggo di un Veronelli che, nel 1982, "invocava
alcune provvidenze" (parole sue) "che non era possibile
procrastinare". Last but not least di queste (cinque) provvidenze
era: "vinificazione in barriques (piccole botti di rovere)", a quei
tempi bisognava pure spiegare tra parentesi cosa fossero penso io... ebbene, a
quasi vent'anni di distanza, il Vate della vitivinicoltura italiana ha ricevuto
troppa grazia, oggi di quelle cose di legno francesi se ne usa e se ne abusa.
Una generazione intera di guidaioli, sommelier, sedicenti esperti di vino,
giornalisti, esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, questi delle
ultime tre categorie convertitisi non si sa per quale motivo alla somiglieria
(appunto sommelier e somari, la prima parola derivando per motivi
storico-etimologici dalla seconda) diventandone immediatamente esponenti di
rilievo per via del palcoscenico dal quale parlano, insomma tutti costoro, hanno
osannato e pluripremiato vini spesso troppo condizionati dal ligneo contenitore,
vini cosidetti internazionali, vini "globali" confusi per anni con
quelli che Veronelli ama definire "sferici"... no, non sono la stessa
cosa. Abbiamo voluto seguire i francesi ed abbiamo esagerato, è ora di cambiare
consulenti, è ora di cambiare gli esperti, è ora di far valere le nostre tipicità. Purtroppo queste persone
lì sono e lì resteranno per un bel po', continuando a dare menzioni, diplomi,
bicchieri, grappoli, stelle, ed altre forme di riconoscimento a vini del genere
e continuando a veicolare il popolo lettore della carta stampata ed il popolo
tele-visore, verso baroli e barbareschi iperconcentrati (sì lo so, non si usa il plurale),
verso barbera barricati (sì, vabbè barbera è femminile), aglianici merlottati
e tostati, sangiovesi cabernettizzati e vanigliati, chardonnay
imburrati.
Qualcuno farà finta di cambiare, ma la forma mentis ormai è quella...
resteranno lì e faranno come i comunisti falsamente convertiti alla
socialdemocrazia, i fascisti falsamente convertiti al liberismo ed alla
libertà, i democristiani e socialisti falsamente convertiti al rigore ed
all'onestà. Loro hanno la carta su cui scrivere e/o la televisione su cui
apparire, noi no noi, ma l'anarchica Internet ci dà una mano.
Sì, Internet. Anche in questo caso pare che Gino Veronelli abbia ricevuto
troppa grazia... guardalo adesso, lui anarchico convinto, come l'anarchica
Internet gli dà fastidio, come non perde occasione per declassare siti che non
esita a definire "peregrini",
forse solo perché non hanno avuto il suo Imprimatur (tra l'altro il sito da lui
definito "peregrino" è WineReport, che è in qualche modo gemellato
con il sito del seminario che di Veronelli porta il nome; c'è addirittura
scritto in Home Page che il
sito del Seminario Permanente Luigi Veronelli è realizzato "In
collaborazione con WineReport"... mah!); come il Veronelli si trova subito
d'accordo con Umberto Eco quando questi scrive che su Internet "chiunque ha
il diritto di manifestare la propria ignoranza"; guarda anche il placido
Cernilli, come si affretta a scrivere sulla rubrica "buoni
e cattivi" del sito del Gambero Rosso, che su Internet ci sono "personaggi
improvvisati che danno letteralmente i numeri più che i voti", notate pure
che la rubrica sulla quale ha scritto ciò, è ferma lì, dimenticata sul sito
del Gambero da un anno e mezzo, nessuno l'ha più aggiornata.
Saluti a tutti da un peregrino che dà i numeri.
Maurizio Taglioni |