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I vigneti italiani sono in splendida forma: ottime le previsioni per la vendemmia 2005
Le stime di Unione Italiana Vini e ISMEA nel momento più delicato per il settore,
tra attesa della distillazione di crisi e ribassi dei prezzi
Roma, 20/07/2005
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A settembre ci attende un'ottima vendemmia: lo dicono
l'Unione Italiana Vini, e l'Ismea anticipando le prime previsioni sul raccolto
2005. Lo stato dei vigneti italiani lascia infatti prevedere fin d'ora un buon
raccolto, pur con l'incognita delle condizioni meteo delle prossime settimane,
con una produzione di vino che dovrebbe
attestarsi sui volumi del 2004, annata che ha
segnato il ritorno alla normalità dopo il crollo produttivo del 2002 e 2003.
Spiega Andrea Sartori, presidente dell'Unione
Italiana Vini: "La previsione sopraggiunge in un momento delicato per il
mercato, segnato dai continui ribassi dei prezzi e ancora in attesa di conoscere
gli esiti della richiesta di una distillazione di crisi per l'Italia, che
consentirebbe a molte cantine di liberare gli spazi necessari per stoccare la
nuova produzione. Del resto si tratta di un problema comune a tutto il mercato
vitivinicolo mondiale, contrassegnato da forti eccedenze di prodotto. E'
importante in questa fase mantenere i nervi saldi e fare "sistema", per
evitare ulteriori diminuzioni dei prezzi che sarebbero dannose per tutti".
In Italia i timori di siccità legati al caldo
asciutto di giugno sono stati allontanati dalle piogge diffuse e dalle
temperature non altissime d'inizio luglio. L'inverno molto lungo e piovoso ha
consentito ai vigneti, in particolare a quelli del Mezzogiorno, di arrivare all'estate
con buone riserve idriche, e ideale è anche la situazione fitosanitaria. "Sul
territorio nazionale - sottolinea il presidente dell'Ismea,
Arturo Semerari - la situazione resta comunque differenziata: per quanto
riguarda il Piemonte, al freddo della
tarda primavera è imputabile la perdita di almeno il 10% dei grappoli di
Nebbiolo, prima varietà a germogliare nelle Langhe-Roero. Dunque le
disponibilità legate a questo vitigno potrebbero essere leggermente più scarse
del 2004, anche se nel complesso la produzione della regione dovrebbe confermare
i volumi dello scorso anno. In Lombardia
lo stato vegetativo dei vigneti è molto buono ovunque, grazie a una
disponibilità idrica ottimale che ha permesso alla pianta di sopportare bene l'ondata
di caldo di giugno. Nel complesso la produzione della regione è prevista meno
abbondante dello scorso anno".
Dopo i volumi record del 2004 - prosegue l'indagine
Ismea-Uiv - anche i vigneti del Veneto lasciano
presagire una flessione del raccolto, che per varietà quali il Cabernet è
apparso evidente fin dalla fase della germogliazione. Cali
anche in Friuli e in Trentino. In Toscana la
situazione è in generale molto buona, con uve sane e vigne leggermente più
avanti rispetto all'anno passato. Dovrebbe riproporre
i volumi dello scorso anno la vendemmia nelle Marche,
dove grandinate a macchia di leopardo hanno colpito l'area
del Verdicchio e del Rosso Piceno, con effetti comunque circoscritti. Grandine
anche nella zona dei Castelli del Lazio,
ma all'inizio di giugno, quando la fase vegetativa della vite non era ancora
molto avanzata. A causa di un inverno protrattosi più del solito, il ciclo
vegetativo è partito infatti con un ritardo di una o due settimane, recuperando
in seguito quasi completamente grazie al bel tempo. In Puglia le viti appaiono sane e lasciano presagire un aumento del
raccolto rispetto alla scorsa annata. Stessa tendenza in Calabria, Molise e Sicilia.
In quest'ultima regione, ma anche in Sardegna,
le abbondanti piogge invernali e primaverili hanno permesso il formarsi di una
buona riserva idrica con la quale affrontare l'estate. In ogni caso in Sardegna
la produzione confermerebbe i volumi del 2004.

Fonte: Istat
R. G.
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