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In occasione dell'inaugurazione della nuova cantina di Montemarano, zona
viticola altamente vocata dell'Avellinese, Salvatore Molettieri ha
proposto alla stampa, per la prima volta, la degustazione di sette annate di Taurasi Vigna Cinque
Querce (purtroppo l'88, prima annata imbottigliata, è ormai introvabile). Il produttore ci ha confessato, durante un suo intervento,
che una delle ragioni per cui ha ampliato la cantina è anche quella di voler
conservare un numero maggiore di bottiglie, per garantirsi una giusta riserva
sia per studiarne l'evoluzione che per occasioni come questa. La storia di questo
grande vignaiolo campano ha radici lontane, tramandate di padre in figlio;
Salvatore produceva uva ma non aveva i mezzi per poterla imbottigliare in
proprio, pertanto la vendeva alle principali aziende campane, fino al 1983, anno
in cui ha iniziato a produrre per sé. Nel 1995, con l'ingresso in azienda del
figlio Giovanni, enologo, si cambia registro e prende il via quella che
diventerà una delle più importanti realtà vinicole di tutta la regione (nello
stesso anno viene messo in commercio il Taurasi Vigna Cinque Querce 1992,
presente in questa verticale).
Attualmente Salvatore Molettieri dispone di circa 20 ettari vitati, dai quali
ottiene il Taurasi Vigna Cinque Querce (anche Riserva, nelle annate migliori),
l'Irpinia Aglianico Cinque Querce, l'Irpinia Rosso Ischia Piana, a base
aglianico e cabernet sauvignon, l'Irpinia Bianco Alopecis (coda di volpe e
fiano) e l'Irpinia Rosso Neranico (aglianico e nero d'Avola). La metodologia di
lavoro ha subito mutamenti nel tempo, grazie anche all'ingresso di macchinari
più adeguati e in grado di garantire un'estrema pulizia esecutiva in
cantina. Papà Salvatore ha sempre lasciato maturare i propri vini in grandi
botti, ma da alcuni anni, per la precisione dall'annata '98, ha iniziato ad
utilizzare anche le barrique.
La verticale, organizzata da Geraldo Antelmo, è
stata condotta da Luciano Pignataro, giornalista del "Mattino" di Napoli, grande
conoscitore dei vini campani e autore di numerosi saggi storici, Marco
Sabellico, redattore del Gambero Rosso e vice curatore della guida "Vini
d'Italia" ed Ernesto Gentili, per molti anni collaboratore della guida "Vini
d'Italia" di Gambero Rosso-Slow Food e da tre della guida de L'Espresso
(anch'essa "Vini d'Italia"...un po' più di fantasia non guasterebbe ed
eviterebbe possibili confusioni), tre
giornalisti ben noti agli appassionati di vino. La presenza di Marco Sabellico
ed Ernesto Gentili era motivata anche dal fatto che rappresentano le due guide
che hanno premiato due vini di Molettieri: il Taurasi Vigna Cinque Querce
Riserva '99 (cinque bottiglie e punteggio 19/20, Guida de L'Espresso 2005) e
il Taurasi Vigna Cinque Querce '01 (vino rosso dell'anno, Guida di
Gambero Rosso-Slow Food 2006). Sono intervenuti anche il
presidente della Camera di Commercio Costantino Capone, il presidente della
Comunità Montana "Terminio Cervialto" Nicola Di Iorio e il sindaco di
Montemarano Mario Marino.
Grande era l'attesa per questa importante
degustazione, la prima in casa Molettieri, attesa che è stata premiata con una
sequenza di vini davvero straordinari. Ci è venuto naturale dividere i
sette vini in due gruppi distinti, sulla base delle caratteristiche che li
contraddistinguevano. I primi tre, annate '92, '94 e '96, rappresentano la prima
fase, più tradizionale e meno tecnica, vini schietti, fedeli all'annata, ancora
un po' "rustici" ma dotati già di caratteristiche superiori; i restanti vini,
annate '98, '99, '00 e '01, rappresentano in un certo senso la svolta: ingresso
della barrique nella maturazione dei vini, progressivo miglioramento
dell'attrezzatura di cantina e sempre maggiore conoscenza della materia prima,
senza mai offuscarne le eccellenti qualità espressive di territorio e vitigno.
Salvatore si è dimostrato, oltre che grande vignaiolo, persona affabile e
ospitale, di buoni sentimenti e forte umanità, caratteristiche che si ritrovano
perfettamente nei suoi splendidi Taurasi.
La verticale
Taurasi Vigna Cinque Querce '92:
della prima batteria è senz'altro il vino che mi ha maggiormente colpito. Colore
granato ancora intenso e vivo, naso emozionante, di rara ampiezza espressiva,
sviluppa progressivamente note di ciliegia in confettura e sotto spirito,
sfumature di caffé, grafite, liquirizia e spezie aromatiche, cannella in
particolare, ma ciò che forse lo
caratterizza maggiormente è la mineralità e le note balsamiche; è ancora di
incredibile freschezza e dinamicità, esprime benissimo il territorio e sembra
proporre sempre nuove sensazioni. Al gusto impressiona per la sua freschezza e
progressione, i tannini finissimi e morbidi, le note eteree, il ritorno
balsamico, la ciliegia e la mora in confettura, il goudron; ricorda per certi
aspetti un grande Barolo, la stoffa e la struttura di un Serralunga, l'eleganza
e la finezza di un Castiglione Falletto. Questo Taurasi è la dimostrazione
lampante di cosa sia capace di esprimere una grande vigna, senza bisogno di
tecnologie esasperate, ma avendo cura di non alterare in cantina una così
preziosa materia prima. Un vino che potrebbe riposare ancora in cantina per
molti anni.
Taurasi Vigna Cinque Querce '94: questa versione
rispecchia fedelmente l'annata, presentando un colore granato scuro ma meno vivo
e luminoso del precedente. Il bouquet esprime note di mora e prugna in
confettura, sensazioni terrose, meno balsamico e con minore eleganza, si
riconoscono il caffé in polvere, il tabacco e in finale la liquirizia. Al palato
ha minore spinta di freschezza, il tannino è sempre molto pulito, c'è un buon
frutto rosso e nero che si propone abbastanza succoso (ribes e prugna), supportato sempre dal
tabacco e da un sottofondo delicatamente minerale. In finale è di buona
lunghezza e pulizia.
Taurasi Vigna Cinque Querce '96: sempre un
bel colore granato, naso classico ma più evoluto, si percepiscono già note di
goudron e grafite, tabacco maturo, sfumature animali e di cuoio, richiami boisé,
fruttato maturo, in confettura ma anche richiami alla frutta secca. In bocca
evidenzia ancora meglio la sua condizione di maturità, frutto di un'annata
sicuramente non facile. Il tannino è sempre ben levigato e maturo, non c'è molta
forza acida e il tessuto comincia lentamente a scomporsi, pur offrendo ancora
belle sensazioni minerali.
Taurasi Vigna Cinque Querce '98:
questo vino segna in qualche modo un miglioramento nello stile, merito
probabilmente anche del supporto enologico di Attilio Pagli. Ha colore granato
intenso e concentrato con riflessi rubini; all'olfatto manifesta una massa e una concentrazione
superiore, che almeno per ora ne diminuisce l'eleganza, ma la profonda
mineralità che caratterizza i vini di Salvatore c'è tutta, come un bel frutto
maturo e quasi dolce di prugna in confettura e ciliegia sotto spirito, toni pepati,
alloro, ritornano
le sensazioni terrose e balsamiche, fiori secchi, cuoio, cacao. All'assaggio conferma la grande struttura e
muscolarità, il tannino è ancora giovane e non perfettamente integrato, ma c'è
molta polpa e vena acida, tutti elementi che promettono una bella evoluzione. Un
Taurasi da riprovare fra qualche anno con sicura soddisfazione.
Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva '99: Ha colore granato scuro e
impenetrabile, con riflessi rubini, naso intenso e concentrato, di sottobosco e
funghi, prugna e mora mature, tabacco, pepe, cardamomo, cannella, ginepro e
ancora tanta mineralità. L'attacco al palato non ha incertezze e testimonia la
splendida annata, intenso e al contempo equilibrato, splendido nella trama
tannica, di rara finezza pur evidenziando l'inevitabile gioventù, ben supportato
dalla freschezza e caratterizzato da una persistenza lunghissima. Davvero un
grande vino, che lascia presumere una notevole longevità.
Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva '00: vino dal colore rubino cupo e
concentrato; all'olfatto è ancora compresso e coperto dal legno e dai toni
vanigliati, ma con l'ossigenazione affiorano note di ciliegia e mora mature, il
pepe, la mineralità, iniziale speziato di tabacco dolce e cannella. In bocca
testimonia tutta la sua giovinezza nel tannino ancora dominante e forse
sovraestratto (si percepiscono toni amarognoli), ma la trama è buona e con una
bella polpa; è un vino da seguire con attenzione, sicuramente bisognoso di
tempo per esprimersi al meglio, anche se a mio avviso non ha l'eleganza e
probabilmente non raggiungerà quella finezza che contraddistingue la Riserva
'99.
Taurasi Vigna Cinque Querce '01: la degustazione si chiude in bellezza
con quest'altro splendido vino, giovane anch'esso, ma capace già di emozionare
con i suoi profumi inchiostrati e densi, di cioccolato, cenere, grafite, che non
nascondono la trama fruttata di ciliegia e prugna appena mature, su un
sottofondo minerale e pepato che lo contraddistingue nelle migliori annate. Al
palato è intenso, nobilissimo nel tannino, ammantato di grande freschezza, poi
evidenzia la sua gioventù nella componente dolciastra del legno non ancora
assorbito, mentre il finale lunghissimo ci restituisce una splendida e
suggestiva nota balsamica.
Difficile non riconoscere l'importante salto
qualitativo raggiunto da questa cantina, i cui vini sono ormai di una pulizia
esecutiva esemplare. Nonostante questo elemento, sicuramente positivo, spero di
poter verificare fra almeno cinque anni se la Riserva '99 e la '01 saranno
capaci di offrire un'evoluzione così complessa ed emozionante come quella che ho
percepito con la versione '92.
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