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Montiano
1995
Montiano 1996
Montiano 1997
Montiano 1998
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La verticale:
Montiano 1995 - 1996 - 1997 - 1998
Azienda Agricola
Falesco - Montefiascone (VT)
Percorrendo
la via Cassia da Roma verso Viterbo, in prossimità di
Montefiascone, ridente cittadina nota per l'Est! Est!!
Est!!!, vino bianco a base di Trebbiano Toscano, Malvasia
Bianca e Rossetto, al km 94,155 incontriamo l'azienda
Falesco. Per essere più precisi la località si chiama Artigiana
Le Guardie; il proprietario
di questa azienda è l'ormai arcinoto enologo Riccardo
Cotarella, da alcuni chiamato il signor Merlot. Diciamo
subito che Riccardo è un uomo nato e cresciuto in vigna, e
le sue capacità sono indiscutibili: è grazie a lui che il
già citato Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, conosciuto
più per motivi storici che qualitativi, ha subito un
difficile ma riuscito restyling, grazie anche ad una
accurata selezione clonale di Rossetto (o Roscetto), un' uva
che sembra promettere molto (vedi il Ferentano, sempre di
Falesco). Se qualcosa si può rimproverare a Cotarella è il
fatto che si sente un po' troppo la sua "mano",
soprattutto nei rossi da uve Merlot, sempre morbidi,
femminei, accattivanti (buonissimi, per carità!), nel senso
che non sembra rispettare più di tanto il territorio, ma
preferisca dare un'impronta ben precisa ed ormai più che
collaudata ai suoi vini. Il discorso sarebbe lungo e forse
poco utile, dato che molte aziende, che erano nell'ombra
prima del suo arrivo, si sono trovate nel giro di pochi anni
piogge di premi e notorietà sulla carta stampata italiana
ed estera. Non a caso è uno degli enologi più ricercati in
assoluto, ora anche nella rivale Francia.
Ma
veniamo al Montiano. Non disponevamo purtroppo di tutte le
annate importanti uscite in commercio (mancano la '93 e la
'94), ma possiamo dire senza timore di smentita che le
quattro degustate forniscono un quadro piuttosto completo di
questo vino. E dobbiamo confermare che si tratta davvero di
un ottimo prodotto, molto costante, morbido e vellutato, con
poche differenze fra le annate, a conferma della grande
esperienza di Cotarella. Qualche perplessità sulla tenuta
nel tempo ci ha convinto che non è un vino concepito per
durare a lungo, ma in Italia, fatta eccezione per le grandi
riserve di Barolo, Brunello o Amarone, è difficile trovare
vini capaci di sostenere un periodo di invecchiamento molto
lungo; per certi versi può essere una filosofia corretta,
se si tiene conto del fatto che negli ultimi 15 anni si è
assistito ad una metamorfosi tanto rapida quanto
migliorativa delle caratteristiche dei nostri vini. Un
Barolo prodotto cinquant'anni fa, per quanto buono possa
essere, difficilmente reggerebbe il confronto con un grande
Barolo moderno; le tecniche di vinificazione sempre più
perfezionate, le selezioni clonali, la maggior
professionalità e conoscenza raggiunta rappresentano una
carta da giocare molto forte. Certo, piacerebbe a tutti un
vino che appena uscito sia già equilibrato e godibile e,
miracolo, sia altrettanto buono fra vent'anni. Ma fra un
Brunello Biondi Santi acquistato oggi ad una cospicua cifra,
da aprire non si sa quando per poterlo gustare al meglio (a
rischio di non fare in tempo!) ed un Montiano da bere entro
pochi anni, ma apprezzabile già ora, voi cosa
preferite?
Roberto
Giuliani
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